Contenuto della pagina


Testimonianza di Wessen Maruwge, Svezia - Dettagli
Home --> Archivio --> Giornate di Preghiera --> 2000 Amsterdam

Versione di stampa

 

Untitled Document

Testimonianza di Wessen Maruwge, Svezia

Quarta Giornata Internazionale di preghiera - Amsterdam
10 - 12 jugno 2000, Solennità della Pentecoste

Se ognuno di noi riflette un pochino sulla sua vita, troveremo tutti dei tempi, avvenimenti o istanti, nei quali ci ha parlato direttamente la Madre di Dio, anche quando non ce ne siamo resi conto. Ecco la mia testimonianza di un tale momento, significativo per la mia famiglia, ma particolarmente per mia madre.

Avete sentito che provengo dall’Iraq. Eravamo costretti a vivere in una camera unica in una casa molto grande, finché non ci siamo trasferiti. La camera aveva una sola finestra, quasi a livello del suolo, che dava su un grande parcheggio. In quel tempo c’era la guerra tra l’Iran e l’Iraq; mio padre faceva il servizio militare. Mia madre era tutta sola con noi quattro bambini - sostenuta da parenti. Ogni notte temeva per noi, perché aveva tanta paura nella solitudine. Ogni notte si addormentava piangendo a causa delle tante preoccupazioni per noi bambini. “Che cosa fare, se un ladro venisse attraverso la finestra nella nostra stanza? Che cosa fare, se accadesse qualcosa nel buio della notte? Ecco soltanto due delle domande che la martirizzavano continuamente.

Una notte dopo essersi coricata, mia madre fece le preghiere come al solito, e una luce forte brillò davanti alla finestra -come una lume di candela - così lo descrisse, poi riconobbe che era la Madonna. Essa portò soltanto un messaggio semplice, dicendo a mia madre: “Non avere paura! Nessuno farà del male ai tuoi bambini. Sono sempre con voi per proteggervi.” In questa notte la Madonna venne da mia madre per portarle la pace nell’anima e nel cuore e per mostrarci ancora più chiaramente la Sua vocazione come madre del cielo che è sempre con noi. Dopo quest’incontro mia madre era profondamente consolata.

Maria, la Signora di tutti i Popoli, è per la mia famiglia e per me la madre del nostro Salvatore. Noi l’amiamo, perché parla nel cuore di ognuno di noi.
Noi l’amiamo, perché è sempre con ognuno di noi, anche nei momenti, nei quali non ce ne rendiamo conto o quando siamo lontani da Lei.
Noi l’amiamo, perché è la nostra madre celeste, che vuol proteggerci da tutto il male.
Noi l’amiamo, perché accetta le nostre preghiere.
Noi l’amiamo, perché ci prende la mano e ci guida attraverso la nostra vita.
Ci guida sul sentiero della verità che ci porterà dal nostro Creatore, da nostro Padre celeste che è Dio.

Distribuisco l’immagine e la preghiera della Signora di tutti i Popoli perché vedo in questo il mio compito che mi fu affidato. C’è un’altra ragione: Da quando prego questa preghiera semplice mi sento molto più vicino alla Madre di tutti i Popoli e a Suo Figlio, ma particolarmente allo Spirito Santo e ciò provoca in me soltanto gioia e felicità interiore, perciò distribuisco l’immagine perché anche altri possano sperimentare questa gioia e questa felicità interiore. Per un lungo periodo portavo dentro di me molte domande senza risposta concernente la fede cattolica e la religione. Attraverso questa preghiera ricevetti delle risposte a molte mie domande.

All’inizio davo l’immagine della Signora di tutti i Popoli soltanto a coloro che conoscevo bene e dei quali sapevo che non avrebbero detto no. Semplicemente non avevo il coraggio di darlo ad altri non sapendo cosa dire mentre lo distribuivo. Cosa fare, se questa persona rifiutasse l’immagine con la preghiera? Per un lungo periodo ho riflettuto cercando una risposta.

Era il 25 novembre 1999, sette mesi fa. Mi trovai con un altro studente nella biblioteca della scuola per prepararci per un esame nel tardi pomeriggio. Ero stanco e - invece di studiare - leggevo nella Rivista del “I. Incontro Internazionale di preghiera in onore della Signora di tutti i Popoli, ad Amsterdam, il 31 maggio 1997”. Mentre leggevo, qualcosa mi venne in mente. Mi sono ricordata delle parole di P. Paul, quando parlava della Madonna durante la sua missione da noi in Svezia. Disse ad Amsterdam: “Non avere paura, io ti aiuterò!” Queste parole che erano scritte anche nella Rivista, erano dirette a me e mi davano la forza di fare ciò che avevo da fare. Pensai allo stesso tempo che questo era il minimo che potevo fare per mostrare almeno un pò la mia riconoscenza per Dio per tutto ciò che ho e di cui ho bisogno e che posso vivere in un mondo che Egli mi ha dato.

Avevo bisogno di qualche minuto per capire che adesso era venuto il momento per dare l’immagine con la preghiera al mio compagno di scuola. Capivo allo stesso tempo interiormente che avremmo fatto tutti e due un buon esame se gli avessi dato l’immagine. Finalmente l’ho fatto - e non era tanto difficile quanto mi immaginavo. Era come se qualcuno mi assistesse e questo qualcuno mi diede la forza di fare ciò che dovevo fare. I giorni seguenti mi sentii colmata di indicibile gioia, perché avevo fatto qualcosa di molto importante per la Signora di tutti i Popoli. Credo che questa gioia era una ricompensa per ciò che avevo compiuto. Ah sì: tutti e due abbiamo passato bene i nostri esami!

Oggi ho più coraggio di distribuire l’immagine con la preghiera. Devo dire: la reazione è molto più positiva di ciò che pensavo, perché finora c’è stato uno solo che ha detto no. Perché? Non ero in grado di convincere la persona che l’immagine e la preghiera devono essere dati a tutti gli uomini, non soltanto ai cristiani. D’altronde non passo l’immagine con la preghiera soltanto di mano in mano, ma la mando anche per posta. Perfino al telefono la rendo noto e la distribuisco anche all’estero. Contemporaneamente cerco sempre di spiegare il significato dell’immagine e della preghiera della Signora di tutti i Popoli. Ai miei amici dico anche che “faccio soltanto ciò che mi fu chiesto”. La mia famiglia s’impegna anche di diffondere l’immagine con la preghiera nella mia patria, nell’Iraq.

Personalmente penso che sia la cosa migliore quella di regalare l’immagine con la preghiera girando all’estero. E la gente mi dice “Posso averne di più per regalarlo ai miei amici?”

Ancora una volta desidero dire che questa semplice preghiera mi dà gioia e felicità, perciò desidero che ognuno ce l’abbia.

Versione di stampa




Navigazione