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Testimonianza di Karl Siess, Germania - Dettagli
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Testimonianza di Karl Siess (†2003), Germania

Quarta Giornata Internazionale di preghiera - Amsterdam
10 - 12 jugno 2000, Solennità della Pentecoste

Buon giorno a tutti!

È una grande gioia per me essere con voi qui ad Amsterdam per ringraziare Maria, la Madre di tutti i popoli, per il suo amore e per il suo aiuto.

Come vedete tutti, sono legato alla sedia a rotelle a causa della sclerosi multipla. Da anni dipendo dell’aiuto di altri. 28 anni fa, mentre facevo l’apprendistato per diventare giardiniere, si sono fatti vedere i primi sintomi della malattia. Poco a poco sono stato costretto ad abbandonare i miei piani e desideri, e ho scoperto che Gesù è la vera vita.

Avevo 20 anni quando incominciarono a farsi sentire i primi sintomi e come tutti i giovani speravo di fare una carriera professionale, cercavo delle sicurezze umane. Avevo il piano di sposarmi e di costruire una grande casa per la mia famiglia futura. Ma tutto è cambiato!

Vi racconto un segreto che fin’ora non ho mai detto a nessuno:
21 anni fa, un’anno dopo il diploma di giardiniere ho incontrato nella palestra un gruppo che aiutava gli handicappati. Nel momento in qui entrai in palestra incontrai una donna giovane che raccontava come 7 anni prima i medici le avevano diagnosticato la sclerosi multipla. La donna era giovane, bella e così serena, malgrado che era legata alla sedia a rotelle. Tutto d’un tratto stavo direttamente davanti a lei. La guardavo e mi sembrava come se Dio mi chiedesse: “Cosa faresti tu, se un giorno toccasse a te?” Cercavo una via di fuga. Ma non ce n’è stata nessuna. Allora risposi nel mio cuore: “Se sarà così, allora mi abbandonerò completamente a Te.” Esattamente sette anni dopo seppi dal mio medico, che avevo la sclerosi multipla.

Due anni dopo - ero maestro giardiniere nel giardino della prigione di Rottenburg - ebbi una profonda esperienza interiore. Mi sembrava che Dio mi presentasse tre vie e io potevo scegliere.

- la via larga di una vita peccaminosa
- la via faticosa e buona del lavoro
- la via difficile, ma regale


Meditando la via del lavoro e mi sono reso conto che questa strada, anche se buona, non sarà la mia. Sul cammino regale non potrò appoggiarmi su nessuna sicurezza umana, non potrò fare dei piani della mia vita, tanto più dovrò essere come un bambino ed abbandonarmi all’Amore premuroso di Dio. Allora ho pensato di entrare in un convento - ma la mia salute non me lo permise. Così sono rimasto giardiniere della prigione di Rottenburg.

Senza dubbio vissi troppo poco di preghiera in questo periodo, per saper abbracciare un cammino tanto impegnativo. Di nuovo il mondo cercava di prendere possesso in me, cercavo di organizzarmi. Volevo costruire qualcosa con le mie proprie forze, e contro la volontà di Dio ho abbandonato la via regale. Ho perduto la pace del cuore, e nella vita spirituale sono caduto in un buco profondo. Ebbe inizio un tempo molto difficile. Questi anni erano terribili!

Soltanto Dio e la Madonna erano i soli capaci di tirarmi fuori attraverso una grazia di conversione. L’ho ricevuta otto anni fa in un Santuario mariano. Con la preghiera e il sacramento della confessione ho ritrovato di nuovo il punto di partenza. Senza questa grazia non sarei mai stato capace di abbandonare la casa che ho costruito malgrado la mia malattia.

In questo periodo sono dovuto stare più volte in ospedale e la mia disabilità divenne sempre più grande. Più volte ho dovuto cambiare il mio lavoro nell’area della prigione, finché non ero più capace di reggermi in piedi. Ogni giorno un detenuto doveva portarmi al lavoro e poi di nuovo a casa, salendo una scala. Ma era impossibile che questo continuerà per sempre! Allora decisi di non lavorare più. Ma prima di questa decisione passò molte notti in bianco. Finalmente sono stato pronto ad abbandonare tutto.

Ho trovato la consolazione nella meditazione delle sofferenze di Gesù e di Maria e partecipando tutti i giorni alla S. Messa. Ho capito sempre più profondamente il valore della S. Messa e che Dio preferisce che passo la mia vita con Lui adorandoLo che lavorando con le mani.
Due volte il medico (professore) mi consigliò di cercare una casa di cura, perché ciò sarà necessario per il mio futuro. Ma come potrei allora tutti i giorni andare a Messa? Dio provvide.
Dall’estate scorso vivo nella casa di riposo a Horb, e tutti i giorni posso partecipare alla S. Messa. Ho la possibilità di andare regolarmente alla confessione quando lo desidero e Gesù abita con me nel Tabernacolo della cappella in casa.

Ma qual’è il rapporto con la mia croce, con la malattia? Sapete, come per tante altre persone malate è difficile anche per me vedere come si sciolgono tutti i piani miei. Ma ho capito che la volontà di Dio, del Padre mio, è migliore e più duratura della mia.

Ho meditato tante volte come Gesù non fu capito dagli altri. Ma Gesù e Maria non si sono ribellati contro la croce e hanno abbracciato la volontà di Dio Padre. Ecco la mia via regale, il mio tesoro nascosto che hanno come base la fede, l’obbedienza e la fiducia. Ho capito: Il vero amore non cesserà mai, e nella sofferenza crescerà e diventerà più forte.

Non mancano le lotte. Appena una lotta è passata, ne segue un'altra. L’aiuto più grande per me è di meditare lo scopo di tale cammino. Comincio a pregare e prometto a Gesù in mezzo a tutte le mie debolezze: “Continuerò a camminare su questa via stretta e ripida della croce!”
La preghiera ed il sacrificio delle sofferenze per la salvezza delle anime sono per me come delle perle o piccoli fiori che offro a Maria, mia Madre, la Corredentrice. Nelle sue mani queste perle diventeranno ancora più preziose per Dio.

Gesù vuole che io diventi santo! È l’unica cosa che conta. Tutto ciò che ci sembra essere così importante su questa terra, che valore avrà nell’eternità? Se guardo i santi devo dire: hanno affidato la loro volontà alla volontà di Dio Padre e hanno pregato per i loro persecutori. Allora anch’io posso diventare santo, con la Sua forza.
Nei momenti difficili medito come Gesù e Maria agirebbero in questa situazione. Lo sto facendo anche ora che il cammino si fa sempre più ripido fino all’abbandono totale di me stesso, alla croce.

Dovete saperlo: Il mio corpo muore, lo sento. Ma vado bene, sono felice. Adesso che vivo nella casa di riposo si è adempiuto il mio desiderio segreto: di avere più tempo per Dio. Dalla forza della preghiera poi ho imparato come offrire a Dio, per amore, la mia malattia, il mio stato d’impotenza e la mia croce per la salvezza di coloro che oggi sono ancora lontani da Lui. Sono veramente contento e gioioso nel cuore, felice di aver lasciato, e abbandonato tutto, per trovare l’Amore di Dio nel tabernacolo.

Non siamo capaci di intuire la Bellezza e l’Amore di Dio. Dio è il Dio d’Amore! Dopo aver passato l’ultimo pezzo del cammino, mi aspetterà una bella sorpresa: cosa c’è di più bello di un cammino che conduce nelle braccia del Padre?

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