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Cari amici e visitatori della IV. Giornata Internazionale
di Preghiera in onore della Signora di tutti i Popoli! Saluti a tutti
voi!
Siamo due missionarie tedesche della Famiglia
di Maria Corredentrice e desideriamo condividere con voi qualche esempio
della vita quotidiana nella missione. Questi episodi ci dimostrano come
la Signora di tutti i Popoli, la Corredentrice, la Mediatrice di ogni
grazia e Avvocata realizza anche nell’Est il suo piano di redenzione.
La Signora di tutti i Popoli trova sempre un
modo particolare per toccare il cuore di ogni singolo; ecco l’esempio
di Babuschka (nonna) Walja. È una delle tante donne anziane da
noi in Ucraina che vive da sola e poveramente in una stanzetta di un grande
palazzo. Babuschka Walja non possiede nemmeno qualcosa di ordinato per
vestirsi. Il suo pullover e il suo golf sono rotti. Al posto del gomito
c’è un grande buco. Durante il giorno beve soltanto del tè;
fa bollire la bustina di tè tante e tante volte, finché
non colora più l’acqua. Sulla tavola c’è un
pezzettino di pane, ordinatamente avvolto in carta - ma sarà per
domani, ci spiega la Babuschka. Continua: “La pensione è
troppo piccola - sì, e tra poco sarà la Quaresima, così
mi preparo già da oggi”.
Dopo aver ricevuto e guardato bene l’immagine
con la preghiera della Signora di tutti i Popoli, Babuschka Walja esclama
con grande gioia: “Ma la Madonna è come me! Anche lei sta
con i piedi nudi sulla terra! Anche io vado a piedi nudi, perché
le mie scarpe sono rovinate”
Più tardi andiamo a trovarla un’altra
volta e preghiamo con lei la preghiera di Amsterdam. La Babuschka prende
l’immagine dolcemente, quasi con tenerezza nelle sue mani e dice:
“Prego questa preghiera non soltanto la mattina e la sera, come
voi mi avete chiesto di fare, ma, la prego spesse volte al giorno, perché
pregandola si fa un grande silenzio nel cuore. La mattina non riesco a
mangiare o fare qualcosa prima di aver pregato questa bella preghiera”.
Con tanta tenerezza poi stringe l’immagine a se sospirando: “Oh,
se tutti gli uomini credessero in Dio”!
Il prossimo esempio ci prova che questo desiderio di Dio è in tutti
gli uomini.
Nel mese di marzo di quest’anno, tre settimane dopo la prima stampa
dell’immagine con la preghiera in ucraino, con l’Imprimatur
dell’Ausiliare di Kiev, S.E. Mons. Stanislao Szyrokoradiuk, siamo
stati invitati nella prigione statale, nella quale vivono più di
3000 detenuti, uomini e donne. Siamo partiti con tre pacchetti di immagini
con la preghiera.
Mi hanno impressionato i lunghi corridoi oscuri
con le pesanti porte in ferro che le guardie aprirono per noi. Entrammo
in piccole ma ben pulite celle, nelle quali vivono 5 o 6 carcerati. In
mancanza del materiale fondamentale per lavori di gruppo sono costretti
a stare tutto il giorno in queste piccole celle, abbandonati a se stessi.
Siamo stati molto sorpresi di vedere come i detenuti avevano organizzato
in ogni cella un angolo di preghiera con icone di Gesù e di Maria.
Tutti senza eccezione hanno accettato volentieri l’immagine della
Signora e Madre di tutti i Popoli che noi gli abbiamo regalato. Alla fine,
dicendo arrivederci alla simpatica direttrice della prigione, volevamo
lasciarle il resto delle immagini. Ci chiese: “Abbiamo ancora molti
altri che vorrebbero quest’immagine - non soltanto i prigionieri,
ma anche i custodi. Non sarebbe forse possibile a portarci altri pacchetti
con queste immagini”? Pensai tra me: “Tutti ne hanno un diritto”!
Davvero tutti ne hanno un diritto, il diritto
di avere la loro madre! Anche tutti quelli che ci sono affidati, grandi
e piccoli, i senzatetto e i bambini abbandonati che vivono sulla strada.
Per questo le missionarie della Famiglia di Maria
Corredentrice hanno preso l’abitudine di portare ai poveri e ai
mendicanti senza casa - che vivono a centinaia nelle strade di Kiev -
non soltanto un cioccolato tanto apprezzato, ma anche l’immagine
della Signora di tutti i Popoli. Se tu metti nelle loro mani una moneta,
non guardano nemmeno, tanto sono diventati insensibili e senza interessi
a causa della loro vita pesante. Un giorno una signora lungo la strada,
dopo aver visto l’immagine nella mano, alzò la testa e disse
piena di riconoscenza: “È proprio questo che mi serviva adesso”!
Una mia consorella, Martina Elisabeth, visse
un episodio commovente mentre visitava i senzatetto alla stazione, ai
quali portavamo nell’inverno gelido normalmente tè caldo
e dei panini. Un giorno incontrò un uomo, totalmente logoro e rigido
per sporco. Portava con se in una busta di plastica tutti i suoi averi.
Ovviamente si rallegrò del tè e del pane. Ma dopo aver ricevuto
l’immagine della Signora di tutti i Popoli il suo viso diventò
raggiante. Con grande attenzione prendeva dalla sua tasca interna del
golfo un pacco di vecchi giornali ingialliti.
Con premura aprì la carta e fece vedere un’immagine della
Madonna - molto pulita. Lo mostrò a mia sorella dicendo: “Ogni
sera prendo quest’icona e prego. Sai, io non ho nessun’uomo
che mi ama, non ho amici, non ho famiglia ma io lo so che la Madonna è
sempre con me - e mi ama”!
Mi piace tanto ciò che la Madonna disse durante la prima apparizione
ad Amsterdam, il 25 marzo 1945, alla festa dell’Annunciazione: “Mi
chiameranno ‘la Signora’, Madre”, perché tutti
noi abbiamo bisogno di una madre. Tanti bambini abbandonati però,
dei quali noi prendiamo cura, devono crescere senza quest’amore
di una madre. La loro cura è il primo compito della nostra missione
nella capitale dell’Ucraina. Ma non è semplice conquistare
un cuore di un bambino lacerato ed espulso! A causa di tante esperienze
negative e tante desolazioni sono molto chiusi e diffidenti. La Madre
di tutti i Popoli però, alla quale affidiamo particolarmente tutti
questi bambini, ci aiuta sempre di nuovo a trovare una strada per raggiungere
i loro cuori.
Per terminare racconto un esempio carino di come
la Signora di tutti i Popoli si occupa personalmente di come farsi conoscere,
anche tra i carabinieri di Kiev.
Kiev è una città relativamente grande e gli uomini dei quali
ci occupiamo vivono in tutte le parti della città. Ogni giorno
dobbiamo fare molti chilometri in macchina e può succedere che
corriamo un pò troppo - e la polizia ci ferma per farci la multa.
Un giorno Sr. Martina Elisabeth stava per tornare da una visita da un
malato - e fu fermata. Il poliziotto la rimproverò: “Quante
volte mi dirà ancora di camminare più lentamente”
Non si ricorda? Ben quattro volte me lo promise”. Sr. Martina si
ricorda in questo momento di aver visto già quest’uomo, ma
non credeva che erano già quattro volte, sembrava proprio un pò
esagerato! “Non mi crede? Venga con me nella mia macchina”!
Il poliziotto abbassò il parasole - e che cosa videro? Quattro
immagini della Signora di tutti i Popoli! E tutti e due si sono messi
a ridere. Infine il poliziotto chiese alla nostra missionaria una quinta
immagine, per sua moglie.
Permettetemi di passare la parola alla mia consorella Sr. Maria Anna che
vi guiderà per un istante in Kasakistan, nella missione della Famiglia
di Maria Corredentrice di Scherbakty, vicino alla frontiera con la Siberia.
“Lasciatemi quest’immagine, per favore”!
Poco tempo fa morì un ragazzo infettato
dalla tubercolosi, all’età di 18 anni, perché sua
madre non aveva la possibilità di farlo curare in ospedale. Dopo
di ciò la signora venne nella nostra parrocchia per chiedere aiuto
per i funerali. Ci raccontò: “Mio figlio possedeva un’immagine
della Signora di tutti i Popoli. Ultimamente c’era un’uomo
che aiutava molto la famiglia, così io decisi di fargli un regalo
particolare, pensando a quest’immagine. Ma mio figlio gravemente
malato supplico: ‘Per favore, mamma, non quest’immagine! Lasciami
quest’immagine! La amo tanto”!
Poco dopo il ragazzo morì in pace e la mamma era contenta di aver
esaudito il suo ultimo desiderio.
“Giuravo dalla mattina alla sera”
Un giorno una signora bussò alla nostra
porta chiedendo: “Per favore, datemi un’altra immagine con
questa preghiera! Per tutta la mia vita ero abituata di giurare dalla
mattina alla sera. Da quando ho ricevuto quest’immagine e prego
tutti i giorni questa preghiera, non giuro più. Ma la settimana
scorsa l’ho regalata a qualcuno che mi aveva aiutato in una situazione
difficile - e subito dopo la mia lingua riprese a giurare. Vi supplico,
datemi di nuovo quest’immagine.
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