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Cari pellegrini,
poche settimane fa, avevo la gioia di partecipare alla Beatificazione
dei veggenti Francesco e Jacinta a Fatima. Il Santo padre iniziò
l’omelia con le stesse parole appena udite: “Ti benedico,
o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai tenuto nascoste
queste cose ai sapienti e agli intelligenti e le hai rivelate ai piccoli”
(Mt 11,25).
Fatima ci presenta il messaggio della corredenzione già nella preghiera
che l'Angelo insegna ai bambini, quando chiede loro di pregare Dio perché
siano salvate le anime più bisognose della sua misericordia. L'angelo
dice poi ancora che i cuori di Gesù e Maria, avevano su di loro
disegni di misericordia, e che lui aveva il compito di prepararli a capire
e realizzare questi disegni.
Inoltre Suor Lucia, la veggente ancora vivente, quando le ho chiesto quale
fosse l'essenza del messaggio di Fatima, mi disse che fin dal primo giorno
la Madonna chiese se erano pronti a sacrificarsi per i peccatori e ad
accettare ogni sofferenza; poi fece loro vedere l’inferno e disse:
"avete visto l’inferno, dove vanno le anime dei poveri peccatori,
perché sono poche le persone che si sacrificano per loro; e per
salvarli, Dio vuole stabilire nel mondo la devozione al mio Cuore Immacolato".
Qual è dunque il contenuto e la missione del Cuore Immacolato,
se non quella di essere la più stretta collaboratrice del Signore
Gesù -che possiamo chiamare corredentrice accanto a suo figlio-,
per la salvezza delle anime?
Il Santo Padre, nell'omelia per la beatificazione dei pastorelli di Fatima,
parlando di Giacinta, paragona la breve esperienza di vita di questa bambina
a quanto dice san Paolo quando afferma: "completo nella mia carne
quello che manca alla passione di Cristo".
A Cracovia in Polonia, quando la Madonna appare
a Suor Faustina Kowalska, dice di volerla preparare a diventare strumento
della misericordia. E Gesù, dopo aver detto: "Desidero che
tu faccia l'offerta di te stessa per i peccatori, e specialmente per quelle
anime che hanno perso la speranza nella divina Misericordia", insegna
a Suor Faustina il rosario della misericordia e la novena della misericordia;
dove spiega egli stesso come desidera che ci si prepari alla festa della
sua misericordia che la Chiesa celebra nella domenica in Albis.
Gesù detta la novena della misericordia -che va dal venerdì
santo alla seconda domenica di Pasqua-, chiedendo in sostanza che ci immergiamo
nella sua misericordia. Che diventiamo prima noi sensibili e fiduciosi
nella sua misericordia, e poi ci impegniamo -come membri del corpo mistico-
in quello per cui lui stesso ha sacrificato la vita: ossia la salvezza
delle anime. Gesù nella missione datagli dal Padre ci ha voluto
suoi cooperatori, perché da figlio di Dio -con l'incarnazione-
si è talmente unito all’uomo da diventare capo dell’umanità,
capo di tutto un corpo che deve cooperare allo stesso fine, cioè
la missione della salvezza delle anime che Dio Padre ha affidato al Figlio.
Perciò, nel suo desiderio di riunire gli uomini in un'unica famiglia
invitandoli a collaborare per la redenzione di tutti i fratelli, Gesù
raggruppa nella novena da lui dettata a Suor Faustina le varie categorie
di persone, che chi prega la novena della misericordia, dovrebbe portargli
giorno dopo giorno.
Il primo giorno chiede che gli venga portata tutta l'umanità, in
modo speciale i peccatori e tra loro quelli che più hanno bisogno
della sua misericordia. Chiede a noi di immergerli nell'infinita sua misericordia;
domanda insomma la nostra collaborazione, come se questi nostri fratelli
non potessero trovare salvezza senza il nostro contributo.
Il secondo giorno domanda che gli portiamo le anime dei sacerdoti e dei
consacrati. Ogni cristiano deve percorrere un cammino di santità,
ma Gesù vuole che gli presentiamo le anime di questi suoi figli
eletti, perché diventino ancora più santi ed efficaci nel
loro apostolato.
Il terzo giorno desidera che preghiamo per tutti i giusti, affinché
diventino ancor più santi.
Vuole quindi che gli portiamo tutti i pagani, cioè tutti i quattro
miliardi di pagani la cui salvezza dipende non soltanto dalla morte di
Gesù e dal suo sangue versato sulla croce, ma dalla nostra collaborazione
a immergerli nel mare della sua misericordia.
Nel quinto giorno desidera che gli portiamo gli scismatici; al sesto le
anime dei bambini e degli innocenti, che sono la sua consolazione. E così
via!
Qui ad Amsterdam, la Madonna venerata come la
Madre di tutti i Popoli, ci viene presentata sotto la croce: cioè
nell'atteggiamento di partecipazione più profonda al mistero di
Gesù. Maria, che nel mistero di Nazaret aveva concepito il figlio,
sul Calvario mentre assiste alla sua morte in croce, riceve conferma della
missione di corredentrice dalle parole stesse di Gesù: "Donna,
ecco tuo figlio!". E poiché Maria in Giovanni diventa madre
dell'umanità, è anche la madre di tutte le mamme, perché
come loro coopera allo sbocciare della vita in tutti coloro che vengono
salvati dal sangue di Cristo.
Dio vuole che noi, soprattutto noi consacrati, prendiamo Maria come modello
del nostro impegno di corredenzione: ce l'ha detto nel '17 a Fatima, negli
anni 30 ne ha parlato a Suor Faustina Kowalska, e nel '50 l'ha ripetuto
ad Amsterdam. Gesù ha bisogno di noi, ci vuole suoi correndentori
alla stregua di Maria, la corredentrice per eccellenza. Dobbiamo perciò
impegnarci perché venga proclamato il dogma della corredentrice;
essendo questa un'opinione abbastanza diffusa tra il popolo cristiano,
quasi un comune sentire spirituale. E soprattutto per chi conduce una
vita difficile, come ad esempio la nostra dei campi di concentramento,
è molto importante capire ed accettare che siamo tutti dei corredentori.
Quando parliamo di corredenzione, del fatto che siamo corredentori con
Maria corredentrice, occorre però ribadire che non intendiamo equiparare
la Madonna a Gesù Redentore, ma semplicemente dire che lei più
di tutti, essendo stata scelta da Dio per essere la madre di suo figlio
che doveva incarnarsi e divenire il Redentore di tutti, certamente è
stata scelta anche per diventare ipso facto, la più stretta collaboratrice
del disegno del Padre a favore del genere umano.
Oggi chiudiamo la IV. Giornata Internazionale di preghiera ad Amsterdam
con questa S. Messa; perciò desidero ringraziare Maria, la Signora
di tutti i Popoli per tutte le grazie dateci in tutte queste Giornate
di preghiera. In ogni anno di preparazione per il Grande Giubileo ci sono
state le Giornate Internazionali di preghiera, un bel contributo in preparazione
per questo Giubileo. La festa di Pentecoste dell’Anno Santo 2000
è stata la conclusione solenne di queste Giornate Internazionali
di preghiera. Per i prossimi anni vi invito: Abbiate coraggio di organizzare
Giornate di preghiera nelle vostre diocesi, nelle parrocchie e nei gruppi
di preghiera per rendere possibile conoscere e amare Maria come la loro
Madre personale e Corredentrice a tanti uomini su tutti i continenti.
Nel nome della Madonna voglio ringraziare tutti
coloro che hanno contribuito per la realizzazione della Giornata di preghiera
in quest’Anno Giubilare: S.E. Mons. Punt, Amministratore Apostolico
della Diocesi di Haarlem-Amsterdam; ringrazio tutti coloro che hanno contribuito
con preghiere e sacrifici, la Fondazione Signora di tutti i Popoli e i
fratelli e le sorelle della Famiglia di Maria Corredentrice. Particolarmente
ringrazio nel nome di Maria a tutti gli organizzatori per la loro fiducia
e il loro amore per Signora di tutti i Popoli. Soltanto questo amore ha
dato la possibilità di realizzarlo, malgrado le grandi difficoltà
finanziari e tanti ostacoli, affinché migliaia di persone furono
consolate, guarite, fortificate e tanti hanno trovato un nuovo coraggio
in mezzo alle loro sofferenze.
Termino con una frase di Gesù a Suor Faustina,
tratta dal suo diario, che ben riassume e accomuna in un solo intento
i tre messaggi di Fatima, Kracovia ed Amsterdam: "Oh, se i peccatori
conoscessero la mia Misericordia, non ne perirebbe un così gran
numero! Dì alle anime peccatrici che non abbiano paura di avvicinarsi
a Me; parla loro della Mia grande Misericordia! La perdita di ogni anima
M'immerge in una tristezza mortale. Mi consoli sempre, quando preghi per
i peccatori. La preghiera che Mi è più gradita è
la preghiera per la conversione dei peccatori. Sappi, figlia Mia, che
questa preghiera viene sempre esaudita". |