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Omelia di S.E. Mons. Paulo Maria Hnilica SJ, Roma - Dettagli
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Omelia di S.E. Mons. Paulo Maria Hnilica SJ, Roma

Quarta Giornata Internazionale di preghiera - Amsterdam
10 - 12 jugno 2000, Solennità della Pentecoste

Cari pellegrini,

poche settimane fa, avevo la gioia di partecipare alla Beatificazione dei veggenti Francesco e Jacinta a Fatima. Il Santo padre iniziò l’omelia con le stesse parole appena udite: “Ti benedico, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai tenuto nascoste queste cose ai sapienti e agli intelligenti e le hai rivelate ai piccoli” (Mt 11,25).

Fatima ci presenta il messaggio della corredenzione già nella preghiera che l'Angelo insegna ai bambini, quando chiede loro di pregare Dio perché siano salvate le anime più bisognose della sua misericordia. L'angelo dice poi ancora che i cuori di Gesù e Maria, avevano su di loro disegni di misericordia, e che lui aveva il compito di prepararli a capire e realizzare questi disegni.
Inoltre Suor Lucia, la veggente ancora vivente, quando le ho chiesto quale fosse l'essenza del messaggio di Fatima, mi disse che fin dal primo giorno la Madonna chiese se erano pronti a sacrificarsi per i peccatori e ad accettare ogni sofferenza; poi fece loro vedere l’inferno e disse: "avete visto l’inferno, dove vanno le anime dei poveri peccatori, perché sono poche le persone che si sacrificano per loro; e per salvarli, Dio vuole stabilire nel mondo la devozione al mio Cuore Immacolato".

Qual è dunque il contenuto e la missione del Cuore Immacolato, se non quella di essere la più stretta collaboratrice del Signore Gesù -che possiamo chiamare corredentrice accanto a suo figlio-, per la salvezza delle anime?
Il Santo Padre, nell'omelia per la beatificazione dei pastorelli di Fatima, parlando di Giacinta, paragona la breve esperienza di vita di questa bambina a quanto dice san Paolo quando afferma: "completo nella mia carne quello che manca alla passione di Cristo".

A Cracovia in Polonia, quando la Madonna appare a Suor Faustina Kowalska, dice di volerla preparare a diventare strumento della misericordia. E Gesù, dopo aver detto: "Desidero che tu faccia l'offerta di te stessa per i peccatori, e specialmente per quelle anime che hanno perso la speranza nella divina Misericordia", insegna a Suor Faustina il rosario della misericordia e la novena della misericordia; dove spiega egli stesso come desidera che ci si prepari alla festa della sua misericordia che la Chiesa celebra nella domenica in Albis.

Gesù detta la novena della misericordia -che va dal venerdì santo alla seconda domenica di Pasqua-, chiedendo in sostanza che ci immergiamo nella sua misericordia. Che diventiamo prima noi sensibili e fiduciosi nella sua misericordia, e poi ci impegniamo -come membri del corpo mistico- in quello per cui lui stesso ha sacrificato la vita: ossia la salvezza delle anime. Gesù nella missione datagli dal Padre ci ha voluto suoi cooperatori, perché da figlio di Dio -con l'incarnazione- si è talmente unito all’uomo da diventare capo dell’umanità, capo di tutto un corpo che deve cooperare allo stesso fine, cioè la missione della salvezza delle anime che Dio Padre ha affidato al Figlio.
Perciò, nel suo desiderio di riunire gli uomini in un'unica famiglia invitandoli a collaborare per la redenzione di tutti i fratelli, Gesù raggruppa nella novena da lui dettata a Suor Faustina le varie categorie di persone, che chi prega la novena della misericordia, dovrebbe portargli giorno dopo giorno.
Il primo giorno chiede che gli venga portata tutta l'umanità, in modo speciale i peccatori e tra loro quelli che più hanno bisogno della sua misericordia. Chiede a noi di immergerli nell'infinita sua misericordia; domanda insomma la nostra collaborazione, come se questi nostri fratelli non potessero trovare salvezza senza il nostro contributo.
Il secondo giorno domanda che gli portiamo le anime dei sacerdoti e dei consacrati. Ogni cristiano deve percorrere un cammino di santità, ma Gesù vuole che gli presentiamo le anime di questi suoi figli eletti, perché diventino ancora più santi ed efficaci nel loro apostolato.
Il terzo giorno desidera che preghiamo per tutti i giusti, affinché diventino ancor più santi.
Vuole quindi che gli portiamo tutti i pagani, cioè tutti i quattro miliardi di pagani la cui salvezza dipende non soltanto dalla morte di Gesù e dal suo sangue versato sulla croce, ma dalla nostra collaborazione a immergerli nel mare della sua misericordia.
Nel quinto giorno desidera che gli portiamo gli scismatici; al sesto le anime dei bambini e degli innocenti, che sono la sua consolazione. E così via!

Qui ad Amsterdam, la Madonna venerata come la Madre di tutti i Popoli, ci viene presentata sotto la croce: cioè nell'atteggiamento di partecipazione più profonda al mistero di Gesù. Maria, che nel mistero di Nazaret aveva concepito il figlio, sul Calvario mentre assiste alla sua morte in croce, riceve conferma della missione di corredentrice dalle parole stesse di Gesù: "Donna, ecco tuo figlio!". E poiché Maria in Giovanni diventa madre dell'umanità, è anche la madre di tutte le mamme, perché come loro coopera allo sbocciare della vita in tutti coloro che vengono salvati dal sangue di Cristo.

Dio vuole che noi, soprattutto noi consacrati, prendiamo Maria come modello del nostro impegno di corredenzione: ce l'ha detto nel '17 a Fatima, negli anni 30 ne ha parlato a Suor Faustina Kowalska, e nel '50 l'ha ripetuto ad Amsterdam. Gesù ha bisogno di noi, ci vuole suoi correndentori alla stregua di Maria, la corredentrice per eccellenza. Dobbiamo perciò impegnarci perché venga proclamato il dogma della corredentrice; essendo questa un'opinione abbastanza diffusa tra il popolo cristiano, quasi un comune sentire spirituale. E soprattutto per chi conduce una vita difficile, come ad esempio la nostra dei campi di concentramento, è molto importante capire ed accettare che siamo tutti dei corredentori.

Quando parliamo di corredenzione, del fatto che siamo corredentori con Maria corredentrice, occorre però ribadire che non intendiamo equiparare la Madonna a Gesù Redentore, ma semplicemente dire che lei più di tutti, essendo stata scelta da Dio per essere la madre di suo figlio che doveva incarnarsi e divenire il Redentore di tutti, certamente è stata scelta anche per diventare ipso facto, la più stretta collaboratrice del disegno del Padre a favore del genere umano.

Oggi chiudiamo la IV. Giornata Internazionale di preghiera ad Amsterdam con questa S. Messa; perciò desidero ringraziare Maria, la Signora di tutti i Popoli per tutte le grazie dateci in tutte queste Giornate di preghiera. In ogni anno di preparazione per il Grande Giubileo ci sono state le Giornate Internazionali di preghiera, un bel contributo in preparazione per questo Giubileo. La festa di Pentecoste dell’Anno Santo 2000 è stata la conclusione solenne di queste Giornate Internazionali di preghiera. Per i prossimi anni vi invito: Abbiate coraggio di organizzare Giornate di preghiera nelle vostre diocesi, nelle parrocchie e nei gruppi di preghiera per rendere possibile conoscere e amare Maria come la loro Madre personale e Corredentrice a tanti uomini su tutti i continenti.

Nel nome della Madonna voglio ringraziare tutti coloro che hanno contribuito per la realizzazione della Giornata di preghiera in quest’Anno Giubilare: S.E. Mons. Punt, Amministratore Apostolico della Diocesi di Haarlem-Amsterdam; ringrazio tutti coloro che hanno contribuito con preghiere e sacrifici, la Fondazione Signora di tutti i Popoli e i fratelli e le sorelle della Famiglia di Maria Corredentrice. Particolarmente ringrazio nel nome di Maria a tutti gli organizzatori per la loro fiducia e il loro amore per Signora di tutti i Popoli. Soltanto questo amore ha dato la possibilità di realizzarlo, malgrado le grandi difficoltà finanziari e tanti ostacoli, affinché migliaia di persone furono consolate, guarite, fortificate e tanti hanno trovato un nuovo coraggio in mezzo alle loro sofferenze.

Termino con una frase di Gesù a Suor Faustina, tratta dal suo diario, che ben riassume e accomuna in un solo intento i tre messaggi di Fatima, Kracovia ed Amsterdam: "Oh, se i peccatori conoscessero la mia Misericordia, non ne perirebbe un così gran numero! Dì alle anime peccatrici che non abbiano paura di avvicinarsi a Me; parla loro della Mia grande Misericordia! La perdita di ogni anima M'immerge in una tristezza mortale. Mi consoli sempre, quando preghi per i peccatori. La preghiera che Mi è più gradita è la preghiera per la conversione dei peccatori. Sappi, figlia Mia, che questa preghiera viene sempre esaudita".

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