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Per me è una grande gioia parlare e predicare
di Maria, la Madre e Regina di tutti i Popoli. Gioisco particolarmente
perché oggi è la celebrazione della Vigilia di Pentecoste
e perché c’è un nesso profondo tra Maria, la Signora
e Madre di tutti i Popoli e l’effusione dello Spirito Santo.
Sia la Sacra Scrittura sia la Tradizione della
Chiesa ci insegnano che Maria, la Madre di Gesù, era insieme con
gli apostoli e con i discepoli, aspettando in preghiera - riuniti nella
sala dell’ultima Cena - la venuta dello Spirito Santo.
Se ora celebriamo in quest’Eucaristia la
Vigilia di una nuova Pentecoste, vogliamo farlo uniti spiritualmente con
Maria, la Madre e Regina di tutti i Popoli.
Sono molto grato a Dio per questo privilegio … di pregare con voi
in questa Vigilia. Ringrazio tutti gli organizzatori di questa S. Messa
nella Vigilia di Pentecoste e per la vostra gentilezza d’avermi
invitato.
Una delle più grandi tragedie dell’umanità è
la discordia tra i popoli, tra le regioni o gruppi etnici diversi. Mentre
io parlo qui, ci sono almeno 100 conflitti, più grandi e più
piccoli, in diversi parti del mondo. La discordia trova la sua radice
nella politica, nell’economia ed è particolarmente triste
che la trovi anche nella religione. La Sacra Scrittura ci parla dell’immagine
della lingua.
Abbiamo appena letto il passaggio in Genesi 11, 1-9: la mancanza di comprensione
porta alla confusione, a più malintesi e alla dispersione. La causa
per una tale confusione era veramente l’orgoglio umano. Viene descritto
simbolicamente nella Sacra Scrittura:
“Venite, costruiamoci una città
e una torre, la cui cima tocchi il cielo,
e facciamoci un nome” (Gen 11,4a)
Ma Babele con la sua confusione e dispersione
non è la fine della storia. Discordia non è l’ultima
parola. Secondo la Sacra Scrittura e la Tradizione Dio ha reso possibile
la riconciliazione per gli uomini. Dalla discordia è cresciuto
un nuovo processo di unità. S. Paolo lo descrive nella seconda
lettura:
“Sappiamo bene infatti che tutta la creazione
geme e soffre fino ad oggi nelle doglie del parto” (Rom 8,22)
“e attende con impazienza la rivelazione dei figli di Dio”
(Rom 8,19)
Lo Spirito di Dio renderà possibile quest’unità.
È lo stesso Spirito che Maria, la Madre di Gesù attende
insieme agli altri discepoli. Nello Spirito, in modo molto reale questa
sera, celebriamo la Vigilia e Lo aspettiamo insieme a Lei, come la Prima
Chiesa lo fece prima di noi.
È giusto e conveniente che celebriamo questa Vigilia non da soli,
ma assieme alla Madre di tutti i Popoli.
Siamo contenti e privilegiati di celebrare la Vigilia con Lei, perché:
Maria è la Madre di Dio, come la Chiesa ce lo insegna dai primi
tempi. “Maria è la Madre di Dio” fu poi ripetuto al
Concilio di Calcedon (451).
Siamo contenti e privilegiati di celebrare la
Vigilia con Lei, perché:
Maria è la Madre del Redentore: Essendo un essere umano Maria diede
a Gesù Cristo il Suo corpo umano che è lo strumento della
nostra salvezza. Crediamo che Gesù Cristo è il Re dell’universo.
Maria è la Regina di questo regno. Perciò merita il titolo
di Madre e Signora di tutti i Popoli.
Maria è la Madre di Gesù Cristo,
vero Dio e vero uomo. In un modo straordinario e misterioso Maria condivise
l’opera della salvezza del Cristo. Per nove mesi lo portò
nel suo grembo. Lo ha partorito, si prese cura di lui. Qualche volta partecipò
anche fisicamente al compito di Gesù come a Cana in Galilea (Giov
2,1ss), dove ebbe inizio il suo ministero. Spesso si trovava in mezzo
a loro (Mc 3,31ss). Era presente anche alla fine (Giov 19,26-27). Lo vedeva
morire e misticamente moriva con Lui. Lo vedeva risorto e stava in attesa
con i discepoli per la venuta dello Spirito Santo:
“Tutti questi erano assidui e concordi
nella preghiera,
insieme con alcune donne e con Maria, la Madre di Gesù” (Atti
1,14).
Il mondo di oggi è marcato di divisioni
e discordie. C’è un grande bisogno di togliere le pareti
di divisione e di costruire ponti di unità. Il mondo di oggi chiede
premura e compassione. Il mondo di oggi sente fortemente il bisogno di
superare le disuguaglianze ingiuste nell’economia, nell’educazione
e nelle professioni. Viviamo in un mondo di competizioni e di complementarità.
Abbiamo bisogno di modelli che uniscono in se l’ambizione senza
falsità, complementata con vera umiltà. Maria, la Madre
di tutte le nazioni è il miglior modello per una realizzazione
umana. La semplice figlia di Nazaret è diventata la Madre di Dio,
la Madre di Gesù Cristo, la Madre della Chiesa e per questo nostra
Madre.
Nel 1980 i vescovi del Kenia decisero di costruire un Santuario nazionale
in onore della Madonna, Madre di Dio, a Subukia nella provincia Rift Valley.
Subukia è una bella città nell’altopiano verde della
Diocesi di Nakuru, dove sono stato vescovo per 25 anni. Il Santo Padre
sa di questo Santuario che è in costruzione. Già ora sono
centinaia i pellegrini che vengono da diverse parti del paese per visitare
il Santuario, per pregare e meditare. Ci vanno nella convinzione che Maria
si occupa di loro e dei loro figli e del mondo. I pellegrini appartengono
a tutte le sezioni della società; la preghiera più recitata
è il S. Rosario.
(La preghiera del Rosario) è semplice
e perciò ognuno sa pregarla, ma allo stesso tempo è profonda,
perché si meditano i più profondi misteri della salvezza.
Ricordiamo che la Chiesa e cioè i discepoli
con Maria, aspettavano la venuta dello Spirito Santo. Preghiamo oggi che
la stessa Madonna preghi con noi in questa Vigilia, come i primi discepoli
vogliamo aspettare senza perdere la speranza, perché pregare con
Maria e un dovere, ma anche una gioia.
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