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Omelia di S.E. Mons. Ndingi Mwana 'a Nzeki, Nairobi - Dettagli
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Omelia di S.E. Mons. Ndingi Mwana 'a Nzeki,
Arcivescovo di Nairobi

Quarta Giornata Internazionale di preghiera - Amsterdam
10 - 12 jugno 2000, Solennità della Pentecoste

Per me è una grande gioia parlare e predicare di Maria, la Madre e Regina di tutti i Popoli. Gioisco particolarmente perché oggi è la celebrazione della Vigilia di Pentecoste e perché c’è un nesso profondo tra Maria, la Signora e Madre di tutti i Popoli e l’effusione dello Spirito Santo.

Sia la Sacra Scrittura sia la Tradizione della Chiesa ci insegnano che Maria, la Madre di Gesù, era insieme con gli apostoli e con i discepoli, aspettando in preghiera - riuniti nella sala dell’ultima Cena - la venuta dello Spirito Santo.

Se ora celebriamo in quest’Eucaristia la Vigilia di una nuova Pentecoste, vogliamo farlo uniti spiritualmente con Maria, la Madre e Regina di tutti i Popoli.
Sono molto grato a Dio per questo privilegio … di pregare con voi in questa Vigilia. Ringrazio tutti gli organizzatori di questa S. Messa nella Vigilia di Pentecoste e per la vostra gentilezza d’avermi invitato.


Una delle più grandi tragedie dell’umanità è la discordia tra i popoli, tra le regioni o gruppi etnici diversi. Mentre io parlo qui, ci sono almeno 100 conflitti, più grandi e più piccoli, in diversi parti del mondo. La discordia trova la sua radice nella politica, nell’economia ed è particolarmente triste che la trovi anche nella religione. La Sacra Scrittura ci parla dell’immagine della lingua.
Abbiamo appena letto il passaggio in Genesi 11, 1-9: la mancanza di comprensione porta alla confusione, a più malintesi e alla dispersione. La causa per una tale confusione era veramente l’orgoglio umano. Viene descritto simbolicamente nella Sacra Scrittura:

“Venite, costruiamoci una città e una torre, la cui cima tocchi il cielo,
e facciamoci un nome” (Gen 11,4a)

Ma Babele con la sua confusione e dispersione non è la fine della storia. Discordia non è l’ultima parola. Secondo la Sacra Scrittura e la Tradizione Dio ha reso possibile la riconciliazione per gli uomini. Dalla discordia è cresciuto un nuovo processo di unità. S. Paolo lo descrive nella seconda lettura:

“Sappiamo bene infatti che tutta la creazione geme e soffre fino ad oggi nelle doglie del parto” (Rom 8,22)
“e attende con impazienza la rivelazione dei figli di Dio” (Rom 8,19)

Lo Spirito di Dio renderà possibile quest’unità. È lo stesso Spirito che Maria, la Madre di Gesù attende insieme agli altri discepoli. Nello Spirito, in modo molto reale questa sera, celebriamo la Vigilia e Lo aspettiamo insieme a Lei, come la Prima Chiesa lo fece prima di noi.
È giusto e conveniente che celebriamo questa Vigilia non da soli, ma assieme alla Madre di tutti i Popoli.


Siamo contenti e privilegiati di celebrare la Vigilia con Lei, perché:
Maria è la Madre di Dio, come la Chiesa ce lo insegna dai primi tempi. “Maria è la Madre di Dio” fu poi ripetuto al Concilio di Calcedon (451).

Siamo contenti e privilegiati di celebrare la Vigilia con Lei, perché:
Maria è la Madre del Redentore: Essendo un essere umano Maria diede a Gesù Cristo il Suo corpo umano che è lo strumento della nostra salvezza. Crediamo che Gesù Cristo è il Re dell’universo. Maria è la Regina di questo regno. Perciò merita il titolo di Madre e Signora di tutti i Popoli.

Maria è la Madre di Gesù Cristo, vero Dio e vero uomo. In un modo straordinario e misterioso Maria condivise l’opera della salvezza del Cristo. Per nove mesi lo portò nel suo grembo. Lo ha partorito, si prese cura di lui. Qualche volta partecipò anche fisicamente al compito di Gesù come a Cana in Galilea (Giov 2,1ss), dove ebbe inizio il suo ministero. Spesso si trovava in mezzo a loro (Mc 3,31ss). Era presente anche alla fine (Giov 19,26-27). Lo vedeva morire e misticamente moriva con Lui. Lo vedeva risorto e stava in attesa con i discepoli per la venuta dello Spirito Santo:

“Tutti questi erano assidui e concordi nella preghiera,
insieme con alcune donne e con Maria, la Madre di Gesù” (Atti 1,14).

Il mondo di oggi è marcato di divisioni e discordie. C’è un grande bisogno di togliere le pareti di divisione e di costruire ponti di unità. Il mondo di oggi chiede premura e compassione. Il mondo di oggi sente fortemente il bisogno di superare le disuguaglianze ingiuste nell’economia, nell’educazione e nelle professioni. Viviamo in un mondo di competizioni e di complementarità. Abbiamo bisogno di modelli che uniscono in se l’ambizione senza falsità, complementata con vera umiltà. Maria, la Madre di tutte le nazioni è il miglior modello per una realizzazione umana. La semplice figlia di Nazaret è diventata la Madre di Dio, la Madre di Gesù Cristo, la Madre della Chiesa e per questo nostra Madre.


Nel 1980 i vescovi del Kenia decisero di costruire un Santuario nazionale in onore della Madonna, Madre di Dio, a Subukia nella provincia Rift Valley. Subukia è una bella città nell’altopiano verde della Diocesi di Nakuru, dove sono stato vescovo per 25 anni. Il Santo Padre sa di questo Santuario che è in costruzione. Già ora sono centinaia i pellegrini che vengono da diverse parti del paese per visitare il Santuario, per pregare e meditare. Ci vanno nella convinzione che Maria si occupa di loro e dei loro figli e del mondo. I pellegrini appartengono a tutte le sezioni della società; la preghiera più recitata è il S. Rosario.

(La preghiera del Rosario) è semplice e perciò ognuno sa pregarla, ma allo stesso tempo è profonda, perché si meditano i più profondi misteri della salvezza.

Ricordiamo che la Chiesa e cioè i discepoli con Maria, aspettavano la venuta dello Spirito Santo. Preghiamo oggi che la stessa Madonna preghi con noi in questa Vigilia, come i primi discepoli vogliamo aspettare senza perdere la speranza, perché pregare con Maria e un dovere, ma anche una gioia.

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