|
Solo una Madre
ne è capace!
Il giovane vescovo Julito Cortes
ha tenuto questo anno l’omelia solenne. Dalla sua diocesi di Cebu,
egli ha portato a tutti i partecipanti un cordiale saluto da parte di
S.E. il Cardinale Vidal.
Che grazia essere ad Amsterdam! Da un lato mi
sento tanto povero, mentre sto qui davanti a voi, ma dall’altro
mi sento tanto ricco, ascoltando le numerose testimonianze di fede. E'
attraverso la collaborazione di Maria al piano di salvezza di Dio che
siamo tutti suoi figli, qualunque sia la nostra razza. Possiamo comprendere
la grandezza di Maria nell’opera della salvezza solo facendo riferimento
all’evento centrale, cioè alla Croce.
Sull’immagine della Signora di tutti i Popoli risalta in particolare
la Croce. Per insegnarci la realtà della Croce e della salvezza,
Maria ha partecipato alla sofferenza di Suo Figlio come solo una madre
può fare.
Permettetemi ora di raccontarvi un fatto.
Un giovane coreano scoprì di esser stato
adottato dai suoi genitori. Egli allora cominciò a ribellarsi a
loro, diventò intrattabile a scuola, si circondò di cattive
compagnie e iniziò a fare uso di alcool e droghe. I genitori continuavano
a dimostrargli il loro amore, ma un giorno che si verificò uno
scontro molto duro, la madre adottiva prese dall’armadio una scatola
e invitò il giovane ad aprirla. Questa conteneva dei vestiti pieni
di macchie di sangue, e la madre ne spiegò così la provenienza:
‘Accadde durante la fase più critica della guerra in Corea,
durante un inverno particolarmente freddo. Una donna correva per cercare
un rifugio, stringendo a sé il suo bambino, ma non c’era
un luogo dove potesse ripararsi dalle bombe e dagli spari. Alla fine,
stremata, si tolse i vestiti insanguinati, vi avvolse il bambino e lo
abbracciò teneramente.
Più tardi, alcuni passanti trovarono per strada la donna nuda che
stringeva al suo corpo un fagotto. Lo tolsero dalle sue braccia e sentirono
il lamento del bimbo, salvato dall’assideramento grazie al sacrificio
di sua madre’.
Non è amore fino all’estremo?
Il giovane, dopo aver capito che quella era
la sua storia, volle andare sul posto dove avevano trovato lui e sua madre.
I genitori adottivi lo portarono presso un albero sul bordo della strada.
Qui si inginocchiò, baciò la terra e piangendo disperato
chiese perdono.
Anche noi, come il giovane della storia, spesso
dimentichiamo che la nostra dignità umana, che feriamo frequentemente,
è stata acquistata con un prezzo incredibilmente alto da Colui,
che umiliato nella Sua umanità, ha voluto soffrire e morire per
ristabilire l’immagine di Dio nelle nostre anime.
Non dimentichiamo forse anche che Colui che soffriva terribilmente sulla
Croce aveva una Madre, la quale partecipava alle sofferenze del Figlio
come soltanto una madre può fare? Pensiamo solo al dolore che le
nostre madri hanno accettato nel partorirci: non ci sarà difficile
immaginare la sofferenza della Madre di Dio per guidarci verso la fede
nel Suo amato Figlio.
In un mondo pieno di illusioni e false speranze, la Signora di tutti i
Popoli viene per insegnarci che la sofferenza fa parte della nostra vita.
Ella ci fa comprendere che il sacrificio è il vero mezzo per la
nostra salvezza. La Signora di tutti i Popoli viene per farci capire che
l’offerta di sé con amore è la vera vittoria sul dolore.
|