Contenuto della pagina


Omelia di Mons. Julito Cortes di Cebu, Filippine - Dettagli
Home --> Archivio --> Giornate di Preghiera --> 2005 Amsterdam

Versione di stampa

 

Untitled Document

7a Giornata internazionale di preghiera ad Amsterdam
Sabato, 7 maggio 2005

Estratto dell’omelia di
S. E. il Vescovo Mons. Julito Cortes
della Diocesi Cebu, Filippine

Solo una Madre ne è capace!

Il giovane vescovo Julito Cortes ha tenuto questo anno l’omelia solenne. Dalla sua diocesi di Cebu, egli ha portato a tutti i partecipanti un cordiale saluto da parte di S.E. il Cardinale Vidal.

Che grazia essere ad Amsterdam! Da un lato mi sento tanto povero, mentre sto qui davanti a voi, ma dall’altro mi sento tanto ricco, ascoltando le numerose testimonianze di fede. E' attraverso la collaborazione di Maria al piano di salvezza di Dio che siamo tutti suoi figli, qualunque sia la nostra razza. Possiamo comprendere la grandezza di Maria nell’opera della salvezza solo facendo riferimento all’evento centrale, cioè alla Croce.
Sull’immagine della Signora di tutti i Popoli risalta in particolare la Croce. Per insegnarci la realtà della Croce e della salvezza, Maria ha partecipato alla sofferenza di Suo Figlio come solo una madre può fare.
Permettetemi ora di raccontarvi un fatto.

Un giovane coreano scoprì di esser stato adottato dai suoi genitori. Egli allora cominciò a ribellarsi a loro, diventò intrattabile a scuola, si circondò di cattive compagnie e iniziò a fare uso di alcool e droghe. I genitori continuavano a dimostrargli il loro amore, ma un giorno che si verificò uno scontro molto duro, la madre adottiva prese dall’armadio una scatola e invitò il giovane ad aprirla. Questa conteneva dei vestiti pieni di macchie di sangue, e la madre ne spiegò così la provenienza: ‘Accadde durante la fase più critica della guerra in Corea, durante un inverno particolarmente freddo. Una donna correva per cercare un rifugio, stringendo a sé il suo bambino, ma non c’era un luogo dove potesse ripararsi dalle bombe e dagli spari. Alla fine, stremata, si tolse i vestiti insanguinati, vi avvolse il bambino e lo abbracciò teneramente.
Più tardi, alcuni passanti trovarono per strada la donna nuda che stringeva al suo corpo un fagotto. Lo tolsero dalle sue braccia e sentirono il lamento del bimbo, salvato dall’assideramento grazie al sacrificio di sua madre’.
Non è amore fino all’estremo?

Il giovane, dopo aver capito che quella era la sua storia, volle andare sul posto dove avevano trovato lui e sua madre. I genitori adottivi lo portarono presso un albero sul bordo della strada. Qui si inginocchiò, baciò la terra e piangendo disperato chiese perdono.

Anche noi, come il giovane della storia, spesso dimentichiamo che la nostra dignità umana, che feriamo frequentemente, è stata acquistata con un prezzo incredibilmente alto da Colui, che umiliato nella Sua umanità, ha voluto soffrire e morire per ristabilire l’immagine di Dio nelle nostre anime.
Non dimentichiamo forse anche che Colui che soffriva terribilmente sulla Croce aveva una Madre, la quale partecipava alle sofferenze del Figlio come soltanto una madre può fare? Pensiamo solo al dolore che le nostre madri hanno accettato nel partorirci: non ci sarà difficile immaginare la sofferenza della Madre di Dio per guidarci verso la fede nel Suo amato Figlio.
In un mondo pieno di illusioni e false speranze, la Signora di tutti i Popoli viene per insegnarci che la sofferenza fa parte della nostra vita. Ella ci fa comprendere che il sacrificio è il vero mezzo per la nostra salvezza. La Signora di tutti i Popoli viene per farci capire che l’offerta di sé con amore è la vera vittoria sul dolore.

Versione di stampa




Navigazione