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MESSAGGI FONDAMENTALI
PER LA STORIA DELLA SALVEZZA
Biografia di P. Paul Maria Sigl
2005, seconda parte
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Foto scattata nell’abitazione di Ida negli anni cinquanta.
Mostra il modesto ambiente nel quale furono trasmessi questi importantissimi
messaggi.
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LA PRIMA APPARIZIONE
DELLA SIGNORA DI TUTTI I POPOLI
Non è ancora terminata la seconda guerra
mondiale quando, il 25 marzo 1945, incominciano le grandi apparizioni
mariane di Amsterdam. In quel giorno la Chiesa celebra la festa dell’
Annunciazione, il più grande evento nella storia dell’uomo:
Dio assume in Gesù la natura umana per redimerci dal peccato e
dalla morte.
Nel silenzio e nel nascondimento inizia l’opera della redenzione
nel grembo benedetto dell’Immacolata, di colei che un giorno sarà
chiamata Corredentrice.
Non è certo per caso che Maria abbia scelto proprio questa solennità
per rivelarsi ‘Signora e Madre’, poiché, nella storia
della salvezza, i messaggi di Amsterdam sono d’importanza universale
per la Chiesa e per il mondo.
Ecco il racconto di Ida su questo evento: “Era
il 25 marzo 1945, festa dell’Annunciazione dell’angelo a Maria.
Le mie sorelle ed io eravamo sedute nella stanza e parlavamo tra noi.
Ci trovavamo vicino alla stufa. Era tempo di guerra e un inverno di fame.
Quel giorno Padre Frehe si trovava in città e venne a farci una
breve visita”.
(Dal 1917 fino alla sua morte avvenuta il 12 febbraio 1967, ossia per
ben 50 anni, P. Frehe OP fu direttore spirituale e confessore di Ida.)
“Sa com’è: si discute
della guerra e di tutto ciò che avevamo passato. Durante la settimana
c’erano stati nuovamente dei rastrellamenti e cose simili. Avevamo
quindi molto da raccontare. Stavamo discutendo animatamente quando, d’improvviso,
oggi ancora non so come, fui attratta nell’altra stanza. Guardai
e d’un tratto vidi giungervi una luce. Pensai: da dove viene, e
che strana luce è mai questa? Mi alzai e dovetti muovermi verso
quella luce.
La luce, che rifulgeva in
un angolo della stanza, si avvicinò. La parete sparì ai
miei occhi assieme a tutto ciò che si trovava nella stanza. Era
un mare di luce e un vuoto profondo. Non era luce solare e nemmeno elettrica.
Non sapevo spiegarmi che tipo di luce fosse. Era però un vuoto
profondo. E da questo vuoto vidi ad un tratto emergere una figura femminile.
Non so spiegarlo diversamente.
Indossava un lungo abito bianco con una cintura. Era in piedi con le braccia
aperte, i palmi delle mani rivolti verso di me.
Mentre la osservavo ebbi uno strano sentimento. Mi dissi: ‘Chi è?’.
E ancora oggi non capisco come osai pensare: ‘Dev’essere la
Santa Vergine, non può essere altro’. Frattanto sentivo le
mie sorelle e Padre Frehe dire: ‘Ma che ti prende?’
e ‘Che fai?’, ma
non potevo rispondere perché troppo attratta dalla figura. All’improvviso,
la figura cominciò a parlarmi. Disse:
‘Ripeti quello che ti dico!’.
Cominciai dunque a ripetere ogni sua
parola. Parlava molto lentamente.
Le mie sorelle e Padre Frehe si erano raccolti attorno a me. Sentii Padre
Frehe dire: ‘Ma che fa, adesso diventa anche santa’. Quando
iniziai a parlare disse a una mia sorella Truus: ‘Presto,
scrivi ciò che dice!’. Mia
sorella non ne aveva voglia, lo trovava stupido. Ma Padre Frehe ripetè:
‘Scrivi!’.
Dopo che avevo ripetuto alcune frasi,
udii Padre Frehe dire: ‘Ascolta, domanda chi è’.
E così le chiesi: ‘Lei è Maria?’. La figura
rispose sorridendo: ‘Mi
chiameranno Signora, Madre’.
Dicendo ‘Signora’, chinò leggermente la testa verso
di me. Ripetei quindi: ‘Mi chiameranno Signora, Madre.’ Udii
Padre Frehe dire: ‘Signora? Non l’ho mai sentito, Signora?’
Tanto lui che mia sorella, che stava
scrivendo tutto, risero sonoramente. Ciò m’infastidì.
Pensai: ‘Se solo poteste vedere ciò che vedo io, non ridereste
tanto’. Comunque, non potevo prendermela con loro, dato che non
potevano vedere ciò che vedevo in quel momento.
Dopo avermi parlato, la figura si allontanò molto lentamente. Solo
dopo scomparve anche la luce e vidi nuovamente tutto ciò che si
trovava nella stanza, così com’era sempre stato. Padre Frehe
cominciò naturalmente a chiedere: ‘Che cos’era
veramente?’ Gli risposi: ‘Non
lo so neanch’io, penso che fosse Maria’. ‘Ah’,
disse, ma non fece nessun commento”.
(Padre Brouwer, della Congregazione degli Assunzionisti, ha raccolto e
registrato questa esposizione direttamente dalla veggente.)
In questa prima apparizione della Madonna,
viene deposta una croce davanti ad Ida, che riferisce: “La
raccolgo molto lentamente. È pesante”.
Con questa pesante croce, Ida accetta
la vocazione di portatrice dei messaggi di Amsterdam.
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IDA E I MESSAGGI
“Tu sei lo strumento. La Signora provvede
a tutto!”
Nell’infanzia e nella giovinezza, Ida era stata
preparata alla sua particolarissima vocazione. Poi, com’è il caso
per tutti i profeti, anch’essa, semplice impiegata quarantenne, si vede
improvvisamente e inaspettatamente affidato un compito di grande responsabilità.
Nell’arco di 15 anni, fino al 31 maggio 1959, riceve 56 messaggi della
Madonna.
Successivamente, fino agli anni ’80, il Signore le concede le cosiddette
‘Esperienze eucaristiche’.
Ad Amsterdam, contrariamente a ciò che accade in tanti luoghi di apparizione,
tutto rimane nel silenzio e nel nascondimento. “Sono
venuta in segreto”, disse la Signora il 31 maggio 1958. Ida riceve
la maggior parte dei messaggi a casa. Sua sorella Truus (Gertrud), insegnante,
trascrive parola per parola ciò che Ida dice ripetendo quanto dettole
dalla Signora. Ciò riesce facile poiché la Signora parla lentamente
e compie lunghe pause prima di mostrare alla veggente una nuova immagine o di
affidarle un nuovo pensiero. In un secondo tempo, se lo ritiene necessario,
Ida aggiunge al testo dei commenti personali. Particolarmente nei primi anni,
il significato dei messaggi è ermetico, apocalittico e simbolico.
Come i grandi profeti dell’Antico Testamento, la veggente di Amsterdam
è una popolana, sprovvista di una formazione teologica; sovente non capisce
quasi nulla di quello che vede. Parole come ‘Paraclito’, ‘meteora’
o ‘ruah’ le sono ignote e fatica alquanto a riferire gli eventi
sconosciuti ai quali assiste nelle visioni.
È però consolata dalla Madonna:
“Dì al tuo direttore spirituale che il Signore, per i suoi grandiosi
piani, sceglie sempre chi è debole! Può stare tranquillo”.
(4.04.1954) “Lo ripeto: per la Sua causa,
il Figlio cerca sempre il piccolo, il semplice”. (15.04.1951) Ma
anche: “Hai un grande compito da adempiere”.
(15.06.1952)
Sei solo uno strumento, le dice sovente la Madonna, e aggiunge: “Tramite
questo strumento, in una piccola nazione che si trova vicina al precipizio,
la Signora di tutti i Popoli darà ogni anno i suoi materni ammonimenti
e consolazioni”. (31.05.1954)
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“NON ESITARE! ANCH’IO
NON HO MAI ESITATO!”
Come una saggia e amorevole educatrice, durante le
visioni la Madonna raccomanda alla sua allieva:
“Ascolta attentamente!”, “Guarda bene!”, “Leggi!”,
“Tienilo bene a mente!”, “Avverti!”, “Riferisci!”,
“Diffondi!” ...
Ida deve fungere da ubbidiente messaggera di ciò che la Signora di tutti
i Popoli vuole urgentemente comunicare al papa, al vescovo di Haarlem-Amsterdam,
alla Chiesa, ai teologi, al mondo e a tutti i popoli, affinché si realizzi
un rinnovamento nello Spirito Santo.
Comprensibilmente, la veggente si sente spesso incapace e debole per questo
difficile compito. Più volte chiede timorosa alla Signora: “Mi
crederanno?” Maria la tranquillizza e le infonde coraggio, incoraggiando
così anche il suo direttore spirituale: “Non
esitare! Anch’io non ho mai esitato!” (15.08.1951) “Non
essere così timorosa. Perché avere paura della causa del Figlio?”
(28.03.1951) “Ti chiedo solo di fare
quello che ti dico. Nulla di più.(..) Tu, figlia, non puoi giudicare
che gran valore può avere”. (4.03.1951) “Mi
dici che hai solo mani vuote da offrire. La Signora ti chiede unicamente di
portare questi messaggi a coloro che ne hanno bisogno. La Signora farà
il resto”. (5.10.1952) Ma, talvolta, per la veggente risulta penoso
svolgere fedelmente i compiti che le sono assegnati, tanto che oppone resistenza
e manifesta riluttanza.
Ad esempio quando la Signora le ordina: “Va
dal Santo Padre e riferiscigli che ho detto: ora è venuto il tempo in
cui il dogma può essere proclamato. Tornerò in forma privata per
la Chiesa e per i sacerdoti nel tempo che stabilirà il Signore. Dì
che il celibato è in pericolo dall’interno!”. Ida
scuote la testa e asserisce di non osare. La Signora dice allora un po’
rabbuiata: “Ti ordino di dirlo!”.
Al che, Ida annuisce con un cenno del capo. (31.05.1957)
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UNIONE DI DOLORE CON LA CORREDENTRICE
Ciò che la veggente contempla e di cui è
partecipe nei messaggi della Corredentrice cambia profondamente la sua esistenza.
Le viene infatti chiesto: “Fa che vengano
con tutte le loro sofferenze spirituali e fisiche! La Signora è qui...
Fa un sacrificio della tua vita!”. (4.04.1954) “Pregate
tutti la Signora di tutti i Popoli! E tu, figlia, vieni davanti a questo quadro
e prega più a lungo che puoi”. (19.03.1952)
Per decenni, nei suoi sforzi sinceri intesi a vivere secondo i desideri della
Signora, Ida diventa madre spirituale di molti. Maria ne dà conferma
con queste impressionanti parole: “Figlia,
pongo nel tuo grembo gli esseri umani di tutto il mondo”. (1.04.1951)
Anche per questo, la veggente avverte molte volte in sé, misticamente,
lo stato dell’intera umanità. Così, ad esempio, in occasione
del quinto messaggio dà la seguente descrizione: “Poi
mi conduce davanti a una grande croce. ‘Prendila.
Egli ti ha preceduto’, dice
la Signora. Io mi rifiuto e sento come se tutta l’umanità facesse
lo stesso e voltasse le spalle alla croce”.(7.10.1945)
Sovente Ida sperimenta con dolori mistici ciò che la Signora di tutti
i Popoli ha sofferto spiritualmente e fisicamente come Corredentrice per la
salvezza dei popoli.
“Vedo la Signora piegarsi su se stessa
e piangere. Che dolore indescrivibile è sul suo viso! Le lacrime scorrono
sulle sue guance. Poi dice: ‘Figlia...’
Ora è come se mi trasmettesse quel
dolore. Improvvisamente è come se crollassi. Dico alla Signora: ‘Non
ne posso più!’. Dura ancora un momento e poi tutto è finito”.
(15.04.1951)
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| LA PROVA DELL’AUTENTICITÀ
SI TROVA NELLE PAROLE DELLA SIGNORA
Quando, soprattutto per gli altri, Ida chiede
un segno di autenticità, la Signora risponde che le prove dell’autenticità
sono racchiuse nei messaggi stessi: “I
miei segni sono nelle mie parole”. (31.05.1955 / 31.05.1957)
“Con gli anni tutto si avvererà”.
(3.12.1949)
Maria vuole dimostrare l’autenticità dei messaggi non con
miracoli di guarigione o di conversione, bensì in primo luogo con
l’avverarsi di eventi da lei apertamente o ermeticamente predetti.
Effettivamente, nel corso degli anni, molti dei messaggi di Amsterdam
si sono realizzati alla lettera. Uno dopo l’altro si sono avverati
proprio come Ida aveva visto nelle sue visioni.
Queste prove sono tanto più forti e convincenti per il fatto che
gli eventi annunciati esulavano completamente da qualsiasi possibilità
d’influsso da parte della veggente.
Fino alla morte, Ida segue con grande interesse alla radio e alla televisione
le notizie di attualità concernenti la Chiesa e il mondo a conferma
dei messaggi.
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‘Pastor angelicus –
il pastore angelico’ – papa Pio XII, Eugenio Pacelli
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Dio fornisce la prova più forte dell’autenticità
dei messaggi con la predizione del giorno in cui papa Pio XII sarà
chiamato all’eternità.
Solo Dio, ‘Padrone della vita e della morte’ può conoscere
quel giorno.
I segni di autenticità che giungono fino a rivelazioni sulla vita
di un papa santo non bastano forse per dimostrare l’importanza dei
messaggi di Amsterdam per la Chiesa universale?
Nella notte dal 18 al 19 febbraio 1958 (mercoledì
delle Ceneri), Ida riceve quel messaggio che più di tutti prova
l’autenticità delle rivelazioni di Amsterdam.
Ecco come Ida descrive tale esperienza: “Stanotte
mi svegliai con un sobbalzo perché venni chiamata. Erano le tre
precise. Vidi di nuovo la luce e udii la voce della Signora dire:
‘Eccomi di nuovo. La pace del
Signore Gesù Cristo sia con te. … Ti faccio una comunicazione,
della quale non dirai niente a nessuno, nemmeno al sacrista* e al tuo
direttore spirituale. Quando si sarà realizzata, potrai dire loro
che la Signora te lo aveva predetto.
*Il sacrista, vicario generale della Città
del Vaticano, era allora il vescovo agostiniano olandese mons. Petrus
Canisius J. van Lierde, vescovo titolare di Porfireone. In carica dal
13.01.1951 al 14.01.1991 fu al servizio di cinque papi. Morì il
13.03.1995 in Belgio all’età di 87 anni.
Ecco la comunicazione:
Ascolta, il Santo Padre attuale, papa Pio XII, sarà accolto tra
i nostri quest’anno, all’inizio di ottobre. La Signora di
tutti i Popoli, la Corredentrice, Mediatrice e Avvocata lo condurrà
alla gioia eterna.’ Questa
comunicazione mi spaventò e non osai credervi. La Signora disse:
‘Non spaventarti, figlia! Il suo
successore proclamerà il dogma’.
Ringraziai la Signora ed ella disse molto solennemente: ‘Amen’”.
(18./19.02.1958)
La mattina dopo la veggente telefona al suo direttore spirituale e gli
riferisce che la Signora le ha dato un messaggio di cui non deve parlare
con nessuno. Provvidenzialmente Padre Frehe la invita a scrivere tutto:
“Devi promettermi di farlo subito e di portarmi direttamente lo
scritto ancora oggi, altrimenti non ha alcun valore. Pensaci. Se vuoi,
puoi sigillare la lettera. Basta che la riceva ancora oggi, preferibilmente
il più presto possibile”.
Ida ubbidisce, scrive a macchina il messaggio della Signora facendone
una copia per sé, inserisce l’originale in una busta che
sigilla e porta il medesimo giorno al suo direttore spirituale. Questi
deposita la busta sigillata in un cassetto della sua scrivania, dove viene
ben presto dimenticata. Per la veggente seguono invece penosi mesi di
silenziosa e fiduciosa attesa dell’avverarsi della predizione della
Madonna.
Retrospettivamente, a proposito di questo doloroso periodo, il 24 novembre
1958 Ida scrive al suo vescovo mons. Huibers: “Mi
veniva sempre in mente ciò che la Signora mi aveva detto di riferire
al Santo Padre. Il peggio fu nei giorni in cui il Santo Padre stava per
morire. Dei conoscenti mi telefonavano e, per consolarmi, mi dicevano
sovente: ‘Ma il Santo Padre non morirà, non è
possibile.’ E così via.
Le ripeto, Monsignore, questo è stato il periodo più duro…
La mattina del 9 ottobre ero seduta davanti alla radio, che diede l’annuncio
della morte del Santo Padre. Mi uscì l’esclamazione: ‘Grazie
a Dio!’ Non è stato bello da parte mia, ma Egli mi perdonerà,
anche perché avevo detto alla Signora che non ci aveva piantati
in asso con la sua predizione e non aveva nuociuto alla sua causa…”
Subito dopo l’annuncio, Ida si affretta dal suo direttore spirituale
e gli chiede della busta sigillata. Padre Frehe non ricorda dove l’ha
messa, ma finalmente viene trovata. Ida gli dice di non aprirla e gli
consegna la copia del messaggio che aveva scritto il mercoledì
delle Ceneri. Grande è allora lo stupore di Padre Frehe, che invia
la busta intatta a Roma, a disposizione delle autorità competenti,
quale convincente prova dell’ autenticità dei messaggi.
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Papa Pio
XII morì nella residenza estiva di Castelgandolfo. Il feretro
fu esposto nella basilica di San Pietro, dove migliaia di fedeli
gli resero l’estremo omaggio. |
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IL CONCILIO VATICANO II E LA
PREGHIERA DELLA SIGNORA DI TUTTI I POPOLI
In occasione del messaggio dell’11 febbraio 1951
nel quale la Signora rivela la sua preghiera, Ida ha una visione del Vaticano:
vede il papa e una moltitudine di cardinali e vescovi con mitre bianche. Non
sa che si tratta di una profetica visione del Concilio Vaticano II.
Ode la Signora dire: “Dei cambiamenti
sono già avvenuti e altri sono in preparazione. Voglio tuttavia portare
il messaggio del Figlio. La dottrina è buona, ma le leggi possono e devono
essere cambiate. Voglio dirti questo proprio oggi, perché il mondo si
trova in una grande trasformazione. Nessuno sa in quale direzione. Ecco perché
il Figlio vuole far trasmettere questo messaggio”.
A questo punto, cessa la visione del Concilio. La veggente viene portata davanti
alla croce e resa partecipe di una grande sofferenza. “Ora
mi trovo davanti a una gran croce. La guardo e sento dolori terribili. Crampi
muscolari dalla testa ai piedi. È come se tutti i muscoli delle braccia
si contraessero, tanto che le mie mani si stringono in pugno. Mi sembra che
il mio capo venga lacerato e mi pervade una sensazione febbrile… Non posso
sopportare il dolore più a lungo e chiedo alla Signora se tutto ciò
può essermi tolto. ... Mentre sto ancora davanti alla croce, la Signora
mi dice: ‘Ripeti quello che dico!
… Prega così davanti alla croce:
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Ida vede ora scritta a grandi lettere la parola ‘AMORE’.
Maria rivolge espressioni incoraggianti ai deboli e ai piccoli di questo mondo:
“Se esercitate tra voi l’amore
fino all’estremo, anche i grandi non hanno nessuna possibilità.
… Il conflitto non verte più su razze e nazioni, bensì sullo
spirito. Comprendilo!”.
Poi la Signora congiunge le mani. Ida vede nuovamente il papa con cardinali
e vescovi. “La Signora parla come
se si rivolgesse al papa:
‘Tu puoi salvare questo mondo. L’ho
detto più volte, Roma ha la sua opportunità. Cogli questa occasione!
Nessuna Chiesa nel mondo è costituita come la tua’”.
(11.02.1951)
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Nessuno, e tantomeno la veggente, poteva allora presumere
che quella grandiosa immagine si riferisse al Concilio Vaticano II. Ecco ciò
che Ida scrive in proposito oltre dieci anni dopo:
“La descrizione che ho dato nel messaggio,
dicendo che vedevo il Vaticano e, al centro, il papa, era veramente insufficiente.
In effetti, ho visto il Vaticano e con la Signora entrai nella basilica di San
Pietro. Attraversata la navata centrale, ci fermammo all’incirca nel mezzo
della basilica. Su ambedue i lati vi erano delle impalcature, banchi che per
gradini andavano verso l’alto come in uno stadio. In questi banchi, seduti,
vidi molti cardinali e vescovi con delle mitre bianche. Lo ricordo molto bene.
La scena, con tutte quelle mitre bianche, era pittoresca e in un certo senso
festosa, ma mi sembrò anche un po’ buffa, tanto che cominciai a
ridere tra me. La Signora se ne accorse e mi disse: ‘Guarda
bene!’, come per dirmi: fa
attenzione a ciò che ti mostro! ‘Guarda
bene, sono i vescovi di tutti i Paesi’.
Doveva proprio essere così perché
c’era un gran numero di vescovi. Più avanti vidi il papa, con la
tiara sul capo. Sapevo che era una tiara perché la Signora me l’aveva
indicata in messaggi precedenti. In una mano teneva uno scettro mentre l’altra
era alzata, con due dita benedicenti. Sedeva alla fine della navata centrale,
attorniato da alcuni ecclesiastici. I vescovi e i cardinali sedevano però
tutti ai lati. C’erano anche degli ecclesiastici seduti sul pavimento.
Il papa aveva davanti a sé un gran libro, molto spesso. Naturalmente
non sapevo di che libro si trattasse.
Quando più tardi rividi l’intera scena alla televisione, gridai
tutt’entusiasta:
‘Ecco l’immagine che ho visto. Era quindi questo il suo significato!’
Peccato che non l’ho descritta particolareggiatamente nei messaggi. Comunque
l’avevo subito raccontata a Padre Frehe, alle mie sorelle e a mio fratello.
Essi sanno che l’ho proprio vista così”.
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“Orsù, popoli, questo strumento
sente la voce della Signora affinché vi possa portare la sua parola”.
Messaggio del 31 maggio 1955
Una cosa, in fin dei conti, è sicura:
tutte le prove di autenticità – e sono molte – hanno
un unico obiettivo: quello di confermare l’origine divina della
parte più importante dei messaggi. Il loro contenuto più
prezioso – e contemporaneamente uno degli apici – è
la richiesta della Madonna dell’ultimo e più importante dogma
mariano. Per mezzo della solenne proclamazione dell’intera verità
sull’universale vocazione materna di Maria, percorrendo una via
di pace, Gesù vuole ridurre il serpente all’impotenza. Vuole
che ciò avvenga tramite Maria e i suoi figli. L’incoronazione
della Madonna con il dogma colloca Maria quale madre della Chiesa al centro
del collegio degli apostoli, come allora a Gerusalemme.
“E la Signora rimase tra i suoi
apostoli finché venne lo Spirito. Così la Signora può
venire anche dai suoi apostoli e popoli di tutto il mondo per riportare
loro nuovamente lo Spirito Santo. Prima di grandi decisioni deve sempre
essere invocato lo Spirito Santo”. (31.05.1954)
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