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Messaggi di saluto di cardinali e vescovi - Dettagli
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S. E. il Vescovo Mons. Josef Maria Punt, della diocesi di Haarlem - Amsterdam, presenta i saluti dei Vescovi,

7a Giornata internazionale di preghiera ad Amsterdam
6–8 maggio 2005

Messaggi di adesione da tutto il mondo

Alla Giornata di preghiera di Amsterdam è pervenuto quest’anno un numero finora mai raggiunto di messaggi – tramite posta elettronica, fax e telefono – da 46 diocesi di tutti i continenti.

Hanno trasmesso il loro saluto augurale
sette cardinali e 39 arcivescovi e vescovi di 29 Paesi:
Filippine, Papuasia-Nova Guinea, Malaysia, Kazakistan, Siria, Iran, Canada, Taiwan, Brasile, Slovacchia, Svezia, Romania, Belgio, Roma, Olanda e Ucraina
.
Hanno espresso la loro adesione vescovi del
Vietnam, USA, Australia, India e Indonesia.
Dall’Africa sono giunte missive dei vescovi dell’
Uganda, Kenia, Ghana, Sudafrica, Malawi e Tanzania.
Dalla
Francia sono pervenuti sei messaggi augurali e dalla Germania le diocesi di Fulda, Bamberg, Regensburg, Augsburg e Eichstätt hanno espresso parole di compiacimento per l’importante manifestazione.

Nel suo scritto,
S.E. il Cardinale Vidal delle Filippine si riferisce alle parole pronunciate da Maria alle Nozze di Cana: “Fate ciò che Egli vi dice!”. Ed aggiunge: “Solo così siamo realmente capaci di amare il prossimo fino all’estremo”.
Dal
Brasile, S.E. il Cardinale Schied ha manifestato la sua solidale partecipazione, come S.E. il Cardinale Dulles di New York e S.E. il Cardinale Barbarin di Lione.
Da
Roma è pervenuto il cordiale saluto con la benedizione di S.E. il Cardinale Daoud, che tanto paternamente aveva presenziato alle quattro Giornate di preghiera precedenti.

“Mi ero grandemente rallegrato di potermi unire ai numerosi pellegrini attorno alla Signora di tutti i Popoli”, scrive S.E. il Cardinale Agré della Costa d’Avorio, rammaricandosi di aver dovuto disdire il viaggio a causa di un forte attacco influenzale.

Anche
S.E. il Cardinale Vithayathil, capo della Chiesa Siro-Malabarica, ha dovuto rinunciare al viaggio malgrado avesse già prenotato il volo. Il suo auspicio: “Possa il vostro incontro essere fonte di grazia per il mondo intero. Mi rallegra moltissimo il fatto che il vescovo di Haarlem/Amsterdam abbia riconosciuto l’autenticità delle apparizioni di Maria ad Amsterdam in qualità di Signora di tutti i Popoli. Maria è veramente la Madre di tutti i popoli”.

Impegni pastorali, agenda stracolma o conoscenza tardiva della data della festa della Signora di tutti i Popoli hanno impedito la partecipazione di molti.
“Aspiro grandemente di venire una volta alla Giornata internazionale di preghiera d Amsterdam, dato che da tanto tempo desidero assistere a questo evento. Qui c’è però molto da fare. Spero di conoscere per tempo la prossima data, in modo da poter organizzare i miei impegni”, è l’auspicio del vescovo Léonard di Namur/Belgio.

“Purtroppo, qui non può sostituirmi nessuno!”
, dichiara il vescovo francese Lucien Fischer. Similmente si esprimono dalla Romania il vescovo Mesian e dall’India il vescovo Mijn, che manifestano la speranza di poter essere presenti nel 2006.

Dal
Kenia, con un pizzico di umore, il vescovo Okombo scusa così la sua assenza: “Vengo certamente l’anno prossimo, sempre che mi sia nuovamente concessa la possibilità”.

Dalla Malaysa l’arcivescovo Chung scrive: “Questo messaggio della buona Madre è realmente molto importante. Possa questa festa di Amsterdam risvegliare i Cristiani d’Europa, affinché prestino attenzione al messaggio mariano e ritornino al Signore che i loro antenati hanno portato nell’Africa pagana”.

Sull’isola di
Sumatra il vescovo Henrisoesanta ha fatto erigere un santuario in onore della Madre di tutti i Popoli, come già l’arcivescovo Sirkar di Calcutta nella sua precedente diocesi di Krishnagart, dove ora “migliaia di credenti d’ogni religione si recano in pellegrinaggio alla statua della Signora di tutti i Popoli”.

Il
vescovo Bilyk sarebbe venuto particolarmente volentieri una volta ancora ad Amsterdam dall’Ucraina “per ringraziare la Madre di tutti i Popoli, che nei 17 giorni dell’incruenta rivoluzione a Kiew ha infuso coraggio e speranza in tutti i cuori”.

L’
arcivescovo iraniano Garmou di Teheran ha pregato “affinché dalla Giornata di preghiera scaturisca una profonda conversione, che esplichi i suoi effetti soprattutto a favore dei poveri e dei sofferenti”.

“Confidando gioiosamente nell’assistenza della Madre di tutti i Popoli, auguro che a questa giornata di preghiera ognuno possa attingere una salda fiducia e rafforzare vigorosamente la sua fede.” È con queste parole che il vescovo Mixa di Eichstätt ha concluso il suo cordiale messaggio di saluto.

Uno dei tre vescovi presenti della Chiesa Siro-Malabarica, Msgr. Manatodath, presenta
il saluto di S.E. il Cardinale Vithayathil.

 

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