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Il Vescovo Luka
Khory del patriarcato greco-ortodosso di Damasco (Siria) ha inviato come
legato Padre Peter Esber con un messaggio per la Giornata di preghiera
per esprimere in questo modo la sua amicizia per noi e per la Madre di
tutti i Popoli.
Insieme a lui è venuto dalla Siria anche suor Theodora Elias dal
famoso convento greco-ortodosso e santuario mariano di Seydnaya, fondato
nell’anno 547. L’imponente convento con le sue alte mura si
trova 27 chilometri a nord di Damasco.
Prima che Padre Peter e suor Theodora ci raccontino delle impressionanti
opere della Madre di Dio, egli ci leggerà un
estratto dalla lettera del vescovo Khory:
“Rendiamoci conto del fatto che il patriarcato greco-ortodosso di
Antiochia ha un convento importante e storico, Santa Maria di Seydnaya.
Il convento risale al quinto secolo e possiede una delle quattro icone
miracolose della Madre di Dio dipinte da San Luca. Migliaia di visitatori
di tutte le fedi e confessioni vengono qui ogni anno per pregare in questo
luogo sacro, che si chiama “Al Chagora”. Pregano per la guarigione,
il perdono e la grazia per ritrovare se stessi.”
Il Vescovo Mons. Khory manda le sue benedizioni a tutti e prega la Madre
di Dio di accogliere le nostre preghiere e regalare la pace a questo mondo
diviso.
P. Paul Maria Sigl: E adesso suor
Theodora e Padre Peter ci faranno partecipi delle loro belle esperienze
dell’amore materno e guaritore di Maria nel santuario di Seydnaya,
ove vengono attratti oltre ai pellegrini ortodossi anche molti musulmani
per pregare Maria di guarirli. Già nel medioevo Sydnaya è
stato uno dei più famosi luoghi di pellegrinaggio nel Medio Oriente
insieme a Gerusalemme a causa dei tanti miracoli ivi occorsi.
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Testimonianza
di Padre Peter
Eccellenze e Sacerdoti, cari fratelli e sorelle!
La grazia di Gesù Cristo sia con tutti noi. Onore a Te, Signore,
per tutte le grazie donate, principalmente per il dono della Tua amata
Madre che Tu ci hai mandato per renderci fratelli e sorelle. La Vergine
è la Signora di tutti i Popoli, perché ci ama esattamente
come ha amato suo figlio Gesù. Questo di riempie di gioia, perché
noi apparteniamo alla madre celeste. La venerazione di Maria si diffonde
ovunque sia tra i Cristiani che tra i Musulmani che la chiamano “La
più pura di tutte le donne”.
Osserviamo brevemente il mio paese, la Siria. Nelle chiese e nei luoghi
santi dedicati a Maria i Cristiani e Musulmani
pregano insieme per la loro vita e le loro famiglie. Il convento
della nostra cara Signora di Seydnaya è l’esempio migliore
per dimostrare la profonda devozione alla “più pura di tutte
le donne”.
Due guarigioni di musulmani.
Una tra le tante guarigioni è stata raccontata alla Madre Superiora,
Katrin Abo Haidar del Convento di Seydnaya, da un musulmano di nome Adib
Al Ashaqar Ibn Mhammad Ibn Said. La sua documentazione è conservata
nell’archivio del Convento di Seydnaya.
“Voglio dirlo subito che sono musulmano e molto legato alla mia
religione ed al Corano.
Parlo di un fatto avvenuto 45 anni fa. Un giorno mio figlio Samir di cinque
anni si ammalò gravemente. Di giorno in giorno la malattia progrediva.
Sono andato a vedere molti medici, non importa se fosse un giudeo, un
musulmano o un cristiano. Nessuno è riuscito ad aiutare mio figlio.
Le sue mani, i piedi e la bocca erano paralizzati. Non c’era più
nessun modo per farlo mangiare o dargli della medicina. Poi chiuse anche
i suoi occhi ed il respiro è diventato sempre più debole.
Ho capito che Samir stava per morire. Io e mia moglie siamo diventati
quasi folli nel constatare che non c’era aiuto per nostro figlio.
Sono musulmano e perché da noi c’è l’usanza
di leggere al moribondo dal Corano, ho aperto il libro senza cercare un
passo preciso. Sono caduto sull’aia, vale a dire sul versetto seguente
che Dio mi ha dato e dove Dio parla della Madonna: “O Maria, tu
sei eletta tra tutte le donne e creata senza peccato”. Subito dopo
sta scritto: “Maria, tuo figlio guarisce i malati per mezzo di te,
sua madre, e risuscita i morti secondo il mio comandamento”. Dopo
aver chiuso il Corano chiesi subito mia moglie di portare mio figlio nella
macchina. Lei invece implorava di non farlo soffrire ulteriormente. “Non
ha nessun senso!” Io risposi: “Sarà l’ultimo
Dottore da cui voglio portarlo!” Giuro che tutto ciò che
sto raccontando è vero! Mia moglie era sorpresa, perché
non aveva capito la mia intenzione.
Durante il viaggio e poi al Santuario di Seydnaya ho portato Samir in
braccio, perché aveva i piedi e le mani paralizzati; non ha fatto
più nessun movimento. Portandolo, giravo intorno al recinto del
Santuario, piangendo e pregando, supplicando e gridando. Ho chiamato la
Madonna con il suo nome, implorando: “O Maria, ti supplico, e prego
tuo figlio Gesù di salvare mio figlio! Perché il Signore
Dio dice, che tuo figlio risuscita i morti e guarisce i malati. Ti supplico,
salva mio figlio! Ti prego!”
Poi siamo tornati a Damasco, perché sono dovuto andare al lavoro.
Tornato a casa la sera, ho trovato mia moglie tranquilla e serena. Sono
stato molto sorpreso. Mi ha spiegato: “Durante la tua assenza, nostro
figlio mi ha chiamato ad alta voce: “Mamma, ho fame! Mamma, ho fame!
Ho dato a Samir un po’ di latte che ha bevuto senza problemi, poi
si è addormentato”.
Tornato a casa dopo il secondo giorno di lavoro, mia moglie mi disse:
“Oggi, nostro figlio ha aperto gli occhi e ha chiesto: “Mamma,
dov’è papà?” E guardava senza problemi a sinistra
e a destra.
Il terzo giorno Samir si è alzato ed è camminato, come se
non fosse mai stato malato, come se non fosse mai stato paralizzato. Vedendo
ciò, abbiamo preso nuovamente nostro figlio e siamo tornati a Seydnaya.
Siamo tornati al posto dove il recinto circonda il Santuario. Ho chiesto
Samir: “Bacia questo luogo!” Ha obbedito e ha fatto il giro
intorno al recinto, baciando la terra. Samir era completamente guarito
e ristabilito. Credevo di sognare. Poi anch’io e mia moglie ci siamo
inginocchiati e abbiamo baciato la terra. Abbiamo ringraziato il Signore
Dio e la Santa Vergine, che insieme hanno guarito nostro figlio moribondo,
il quale non poteva essere guarito dai dottori. Ancora oggi vive, grazie
a questo miracolo, e ha una buona salute. – Grazie a Dio onnipotente,
alla Vergine e a Gesù, il Maestro.
Il secondo miracolo è stato vissuto da mia moglie. Ecco, tre anni
dopo la malattia e la guarigione miracolosa di nostro figlio Samir, mia
moglie si ammalò gravemente di cancro. Qualcuno mi disse di portarla
dal Dottor Charles all’ospedale francese di Al Qasaa. Il Dottor
Charles non voleva rispondermi a proposito della malattia di mia moglie.
Disse soltanto: “Chieda a Dio, non a me! Ha delle metastasi in tutto
il corpo”. Che cosa rispondere? Che cosa succederà con la
mia famiglia e con i sei figli? Non avevo nessuna risposta. L’unica
cosa possibile era di andare a trovare tutti i giorni mia moglie. Era
l’unica musulmana nella camera, con tre donne cristiane.
Ogni sera, quando dopo il lavoro sono andato all’ospedale, erano
inginocchiate a canto al letto di mie moglie due suore. Leggevano e pregavano.
Quando entrai in silenzio e senza essere notato nella stanza, ho sentito
pregare anche le donne cristiane ricoverate. Pregavano senza accorgersi
della mia presenza. Pregavano per questa donna musulmana gravemente malata,
per mia moglie. Si occupavano di lei quasi più di noi, suoi familiari,,
conoscendo le sue condizioni. Hanno detto: “Vogliamo pregare Gesù
e la Madonna per alleggerire i suoi dolori”. Mia moglie si è
messa a piangere e disse: “Mi ricordate Gesù e Maria che
hanno guarito mio figlio moribondo”. Poi ha raccontato la storia
della guarigione di Samir e chiese ancora: “Pregate per me, perché
io credo all’aiuto di Gesù e Maria”. Ecco perché
le suore ogni mattina e sera si sono inginocchiate accanto al letto di
mia moglie, finché si era addormentata. Lo hanno fatto fino a che
mia moglie si è sentito meglio: “Grazie a Dio, mi sento meglio!”
– Oggi mia moglie ha 72 anni ed è sana, grazie a Dio, alla
Madonna ed a suo figlio Gesù, di cui aiuto non dimenticherò
mai”.
P. Paul Maria Sigl: Suor Theodora
adesso ci racconta di altre due belle testimonianze. Lei vive nel convento
da quando aveva sei anni, è direttrice di un orfanotrofio ed insegnante
di inglese.
Testimonianza di Suor Theodora
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Permettetemi di raccontare ancora di un altro
miracolo che la Madonna operò
nel nostro Santuario mariano di Seydnaya, con una madre
musulmana.
23 anni fa, Domenica, 5 aprile 1982
Le suore del convento ortodosso del convento sono riunite in chiesa e
stanno per ricevere la Santa Comunione. In questo momento qualcuno le
chiama. Sr. Christina lascia la celebrazione e va a vedere ciò
che è successo sulla scala che porta alla chiesa.
C’era una donna musulmana che le ha raccontato il seguente: “Sono
musulmana e ho un figlio di tre anni. Mio figlio era malato e aveva un
viso tutto sfigurato. Già più volte sono venuta qua per
trovare la Vergine Maria e d’invocarla: “Santa Maria, guarisci
mio figlio! Fa che il suo viso diventi come la faccia di tutti gli altri
uomini! Allora ti porterò una caraffa d’olio.” Una
notte il bambino ha cominciato a piangere e sono andata a vederlo. Ho
visto la sua faccia, e ho svegliato mio marito con le parole: “Tuo
figlio è guarito! La sua faccia è come la nostra, tutto
normale”.
Eccomi qua per portare con grande riconoscenza la brocca d’olio
che offro alla Vergine Maria. Sono venuta per onorare anche il Signore
onnipotente che sa fare tutto.
Mentre mi sono seduta qui su un gradino della scala per riposarmi, ho
posto la brocca vicino a me. Tutto d’un tratto l’olio è
fuoriuscito e ha cominciato a scorrere sulla scala. Perché sono
credente, l’ho raccolto con le mani e ne ho bevuto due volte. In
questo momento ho visto una luce sopra di me, che non so descrivere. Anche
sulle mie mani, che hanno toccato l’olio, c’era la luce. Le
persone che passavano hanno tutti chiesto: “Ma che luce!”
Da dove viene?” Mentre ancora facevano le domande, tutti hanno visto
sull’olio sparso sui gradini l’immagine della Vergine Maria.
Portava un velo e teneva in braccio suo figlio, esattamente come sull’icona
miracolosa che è venerata qui a Seydnaya e davanti alla quale tutti
coloro che pregano sono guariti.”
Dopo che la Signora musulmana aveva finito il suo racconto, anche le altre
suore sono arrivate dalla chiesa e sono diventate testimoni di questo
miracolo. Da quel giorno c’è rimasto un altro miracolo: talvolta
esce dell’olio da questo gradino e la gente che sale la scala viene
e s’inchina davanti ad essa. A volte succede anche che in questo
punto della scala sgorga l’olio.
Un’altra guarigione miracolosa
avvenne il 29 agosto 2004, nemmeno un anno fa.
Furono guarite due ragazze cieche di origine arabe, sorelle di nome Naya
e Jessica. Avevano rispettivamente dieci e dodici anni. Insieme alla loro
madre dormirono una notte davanti ad “AlChagora”, il santuario
di Maria. La più giovane ebbe un sogno. Vide la Madre di Dio che
si avvicinava e strofinava i suoi occhi, comandandole di aprirli e di
guardare Colei che l’aveva guarita. Allora la ragazza chiese se
poteva guarire anche sua sorella. Maria fece lo stesso per Jessica e da
allora ambedue le sorelle potettero vedere. Tutto questo avvenne il 29
agosto 2004.
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