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Intervento di Mons. Benyamin Bria di Denpasar, Indonesia - Dettagli
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“L' importanza crescente della Signora di tutti i Popoli per la missione nella mia Diocesi”

Intervento di
S. E. il Vescovo Mons. Benyamin Bria
della Diocesi Denpasar/Bali, Indonesia


7a Giornata internazionale di preghiera ad Amsterdam
6–8 maggio 2005

Generalmente in Indonesia la Madonna è molto venerata dai fedeli cattolici. Sia a casa, sia sul posto di lavoro, durante un’escursione o nel corso di una santa messa si prega volentieri il rosario. Le prime preghiere che i genitori insegnano ai figli sono il Padre Nostro e L’Ave Maria. Prima e dopo i pasti tutti pregano l’Ave Maria. Anche alla mattina, alzandosi, e la sera, prima di coricarsi, salutano la Madonna con l’Ave Maria.

Ogni anno migliaia d’Indonesiani del nostro Paese fanno dei pellegrinaggi ai Santuari mariani, a Sendangsono in Yogyakarta, Pohsharang in Surabaya o a Denpasar sull’isola di Bali. Certamente compiono dei pellegrinaggi anche all’estero.

Da noi a Bali la gente viene particolarmente per ammirare le numerose chiese costruite in stile balinese. Per esempio la chiesa del Sacro Cuore di Palasari, la chiesa della Santissima Trinità a Tuka, o la chiesa di S. Teresa a Tangeb. Molti vengono in pellegrinaggio anche nella mia Diocesi, nella chiesa della Madre di tutti i Popoli a Nusa Dua.

Nusa Dua, sull’isola di Bali, è un luogo particolare non solo per l’Indonesia ma forse anche per il mondo intero. Qui si trovano infatti cinque chiese, una accanto all’altra: una moschea, una chiesa cattolica dedicata alla Signora di tutti i Popoli, una chiesa protestante, un tempio buddista (Vihara) e un tempio indù (Pura). La gente convive pacificamente, malgrado le diverse confessioni. Talvolta si rendono visita in occasione di ricorrenze religiose, come la festa Idul Fitri o a Natale. Pellegrini e turisti visitano questi luoghi particolari, per pregare o soltanto per ammirarli.

Attualmente Nusa Dua è un centro missionario della parrocchia di S. Francesco Saverio, ma tra due o tre anni sarà autonomo. Nel 1992 questo centro era costituito solamente da sette famiglie, una da Bali e sei immigrate. Oggi, tredici anni dopo, vivono qui 250 famiglie cattoliche, ossia circa 1500 credenti. Sono venute qui da tutta l’Indonesia e anche da altre parti del mondo; ogni famiglia ha portato con sé il proprio background. Provengono da diverse nazioni, dalle molte isole, appartengono a gruppi etnici diversi, hanno culture e lingue differenti. La chiesa è stata costruita nel 1994 e un anno dopo, nel 1995, è stata dedicata alla Madre di tutti i Popoli. Ogni domenica vi si celebrano due Sante Messe, la mattina e la sera, in inglese.

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