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Incontro internazionale della gioventł: Sr Barbara, Germania - Dettagli
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Incontro internazionale della gioventù

La mia conversione per mezzo della Signora di tutti i Popoli
“La mia vita le appartiene!”

Testimonianza di
Sr. Barbara Famiglia di Maria

7a Giornata internazionale di preghiera ad Amsterdam
6–8 maggio 2005

Ho vissuto la mia conversione all’età di 19 anni. Prima vivevo come di solito vivono attualmente i giovani. Come tanti altri, cercavo la felicità e le gioie di questa vita senza tener conto di Dio. Ritenevo che le questioni di fede riguardavano le persone in età, dopo aver goduto la vita e i piaceri del mondo.
Soltanto poco tempo prima della mia conversione ho capito quanto effimere sono le cose terrene e che la vita ha un significato che trascende le cose ordinarie e le comodità.

Anche la mia famiglia viveva piuttosto lontana da Dio. Non eravamo cattolici praticanti. Come tanti altri, pensavamo di non aver bisogno di Dio e in concrete situazioni avremmo anche rinnegato la nostra fede già solo per il timore di essere derisi. Per dirla in breve: sono vissuta in un ambiente dove non si parlava della fede. Fondamentalmente senza cattive intenzioni, ma piuttosto per ignoranza, anche se questa non è una scusa.
Al momento della conversione di mia madre avevo forse 14 anni e avevo già i miei interessi. Tuttavia, per essere sincera, nel mio intimo c’era qualcosa che mi attraeva a Dio, ma mi vergognavo di dimostrarlo e così continuavo a respingerlo. L’unica cosa rimastami dall’infanzia erano un Padre Nostro e un’Ave Maria che, forse per alleggerirmi la coscienza, recitavo prima di addormentarmi. Oggi riconosco che questo era un desiderio ancora nascosto della mia anima che tendeva a Dio.

A 15 anni ebbi un amico fisso. Dato che aveva cinque anni più di me, di solito ero la più giovane nella nostra cricca. Non c’erano degli impedimenti per me di uscire la sera, di passare da una discoteca all’altra o, meglio ancora, da una festa all’altra. Il mio divertimento preferito era l’ascolto di musica rock in fumosi locali. Occasionalmente mi piaceva mettermi in mostra vestendomi alla moda e nello sport. Inoltre, parallelamente alla scuola, dove seguivo la formazione quale disegnatrice tecnica, ero un’entusiasta di aerobica, che praticavo nel centro di fitness gestito da mia madre. Amavo ballare, guadagnavo un po’ di soldi, giravo molto, particolarmente per perfezionamenti nel settore sportivo, ciò che era ideale per avere una bella linea e un aspetto attraente. Non conducevo certo una vita esemplare, ma tutto mi appariva normale. Ciò nonostante, spesso non ero contenta. Non ero cosciente di ciò che era il peccato e non ne conoscevo le conseguenze, tanto che sovente, col mio comportamento, ferivo persone, famigliari, amici e in particolar modo a me stessa.
Ognuno rincorre la felicità e l’amore, ma - come mi sono accorta più più tardi - c’è sempre un grande pericolo nel cercarli al di fuori di Dio. Sì, l’ho sperimentato personalmente e continuo a costatarlo presso i miei amici di allora.

A 18 anni un conoscente mi fece conoscere la “Signora di tutti i Popoli” e la sua preghiera. Mia madre la conosceva da tempo, ma mi era difficile d’accettarla da parte sua. Stranamente, cominciai a recitare questa preghiera, che imparai a memoria, anche se inizialmente la rappresentazione della Madonna non mi piaceva.
Mia madre ed io fummo invitati dall’amico di famiglia alla Prima Giornata internazionale di preghiera ad Amsterdam. Inizialmente esitavo. Mi sentivo imbarazzata di fronte ai miei amici e cercavo delle scuse. Le preghiere di mia madre sono tuttavia state esaudite e improvvisamente mi sono trovata in un pullman di pellegrini. Mi sono rannicchiata in uno dei posti in fondo, dopo che la sera prima ero uscita fin verso mattina per essere in grado di “digerire”il pellegrinaggio.

Invece, proprio questo viaggio ha segnato l’inizio della mia conversione. D’un tratto sono stata confrontata a tante domande che mi giravano nella testa. Perché ho intrapreso questo viaggio? Dio esiste realmente? Che cos’è la fede? Che cosa mi aspetta? E molte altre domande.
Durante il viaggio mi sono sentita diversa del solito, più libera. Non avevo bisogno di fingere per fare impressione. Mi sembrava d’essere in uno stato d’abbandono e nello stesso tempo mi sentivo sorretta. Ero però anche confusa e tesa. Cercavo di capire la ragione di tutto ciò. Sentivo che dovevo cambiare la mia vita. Una suora che ci accompagnava nel pullman mi è stata di grande aiuto. Aveva certamente capito il mio intimo travaglio, così ho potuto parlare con lei di molte cose.
La Madonna, la Madre di tutti i Popoli, mi ha fermamente preso per mano. Già alla vigilia della Giornata di preghiera mi ha condotto alla santa confessione, anche se in un primo tempo non ne volevo assolutamente sapere. Chiesi l’aiuto del sacerdote e ne risultò una confessione generale che sconvolse internamente. E Dio mi ha fatto la grazia di una sincera contrizione. È stata una confessione laboriosa, ma a posteriori mi resi conto che era stata necessaria per la mia conversione.
Ho sentito crescere fortemente in me il desiderio di cambiare vita. Durante il ritorno dovevo lottare continuamente contro le lacrime, consapevole di quanto la Madonna mi fosse stata vicina durante la Giornata di preghiera. E questo malgrado che durante la mia vita passata non abbia quasi mai pensato a lei. Non la conoscevo. Ho capito che Dio aveva altri piani per me. Mi commossi profondamente, senza capirne il motivo.

Tornata a casa ho veramente iniziato a pregare, per quanto mi era possibile. Ho cominciato di andare a messa la domenica, anche se inizialmente non era così facile. Poi è cresciuto in me il desiderio di adorare Gesù nell’Eucaristia. Ho cessato la convivenza con l’amico, una delle cose più difficili, che lui non poteva capire, ma che ha accettato. Naturalmente dovevo combattere, soprattutto le mie debolezze. C’erano degli alti e molti bassi, ma la Madonna mi teneva per mano, anche se vi sono stati dei momenti in cui l’ho abbandonata.

Il mio obiettivo era quello di riconoscere il piano di Dio per la mia vita, perché ero convinta che era l’unica via per la mia felicità. Volevo essere aperta ad ogni possibilità, anche per una vita consacrata, un pensiero che non mi abbandonava, anche se a volte mi incuteva timore.
Dalla Giornata di preghiera trascorsero poco più di sei mesi fino alla mia decisione di disdire il mio impiego, di separarmi definitivamente dall’amico e di abbracciare la vita consacrata.
Oggi ringrazio il Signore in ginocchio per la vocazione e soprattutto per il dono di aver ricostituito la mia famiglia dopo oltre 12 anni di disgregazione.
Dio ha guarito le nostre ferite, passo dopo passo, dal momento che la Madre, la Signora di tutti i Popoli, è entrata nella nostra vita. Piena di riconoscenza, ora le dedico la mia vita.

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