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Ilja
(a destra) durante la preghiera di intercessione della gioventù
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Non sono stato certamente il primo a porre
alla nostra Madre celeste questa domanda, che oggi ancora riecheggia dentro
di me: “Mamma, dove abiti?”. O, forse, dovrei chiedere più
precisamente: “Mamma, dove mi chiami?”.
La Madonna mi ha risposto invitandomi inaspettatamente ad un pellegrinaggio
a santuari mariani dell’Europa Occidentale, con meta principale
Fatima, in Portogallo. Soltanto dopo questo pellegrinaggio ho capito da
quanti pericoli la Madonna mi ha liberato. Nei momenti più difficili
della mia vita ha steso il suo manto su di me; era sempre con me, particolarmente
quando non volevo saperne assolutamente di lei.
Ho passato il tempo più difficile della mia vita durante la pubertà.
In me c’era la lotta tra il mondo della luce e quello delle tenebre.
Mi sentivo diverso da molti altri, sentivo che avrei voluto essere realmente
buono. Intendevo trovare me stesso, ma iniziai una “doppia vita”.
Per ore e ore guardavo film cattivi,
thriller e film dell’orrore, nei quali c’era sempre una lotta
tra il bene e il male. Ho scritto addirittura una specie di diario con
tutte le espressioni sull’inferno e su Satana sentite nei film.
Già in terza elementare avevo cominciato a fumare e a bere alcolici
soft. Cercavo in qualche modo di nascondere quel mio essere diverso.
Fece seguito un periodo di grande solitudine, di abbandono. Volevo dimostrare
a tutti la forza che c’era in me. Purtroppo, in quel periodo conobbi
soltanto il lato tenebroso del mondo, sul quale, pensavo, Satana aveva
tutti i poteri. Ebbi un sogno, nel quale mi vedevo dotato di grandi poteri
magici, in grado di portare distruzione, che mi indusse a un passo inconsulto:
scrissi una lettera a Satana,
offrendogli la mia anima, come avevo visto in un film. Addirittura firmai
la lettera con il mio sangue. La posi sotto il guanciale, pensando ingenuamente
di nasconderla agli angeli.
A questo punto, senza che me ne rendessi conto, la Madonna intervenne
nella mia vita. Mi sembra che in quella
notte Maria mi abbia protetto da Satana, prendendomi sotto il suo mantello.
Non per nulla nella chiesa dove sono stato battezzato si venera un’icona
dal nome “La Madonna delle tre mani". Con una mano, Maria tiene
il Bambino Gesù, con un’altra indica il proprio cuore, come
se volesse dire “Io prego per te”, mentre tende la terza mano
soccorritrice al peccatore. Nel mio caso sono sicuro che la Madonna mi
abbia teso la sua mano liberatrice, prendendo la mia quand’ero sull’orlo
dell’abisso. Per quanto incredibile possa sembrare, da quel momento
ho cambiato la mia vita, decidendomi per il bene. Ad esempio, non sopportavo
più di vedere litigare i miei fratelli e loro, naturalmente, mi
hanno deriso. Cominciai a scrivere delle poesie e ad amare la natura.
Dopo il catechismo della domenica – ci andavo volentieri, ma soltanto
per qualche ora – la mia ricerca della verità mi condusse
al teatro.
Sapendo che mi piaceva recitare, qualcuno m’invitò nel Dom
Mariae, una casa caritativa con una cappella per l’adorazione, chiedendomi
di assumere il ruolo di Erode. Soltanto oggi capisco che quell’invito
non era casuale. La Madonna mi ha chiamato dai suoi figli, poveri fanciulli
di genitori alcolizzati, tossicomani. Si trattava del primo passo per
dimenticarmi. Mi piaceva molto lavorare coi bambini. Abbiamo fatto del
teatro, cantato e ascoltato la catechista. Non ho mai ricevuto realmente
delle lezioni di catechismo, ma capivo molto, anzi, era come se lo conoscessi
già.
Venne quindi il giorno, nel 2002, di quell’importante pellegrinaggio.
Dio mi aveva fatto incontrare dei cattolici, che mi hanno fortemente impressionato.
Avevo la sensazione che Colei che mi era stata vicina nei momenti difficili,
malgrado che ancora non la conoscevo, mi parlasse di sé attraverso
queste persone.
All’inizio del pellegrinaggio ricevemmo dei rosari benedetti a Medjugorje
dalla Madonna, che tramite questa preghiera mi è diventata molto
familiare.! Sarei stato disposto a pregare giorno e notte questo meraviglioso
rosario, senza mangiare né dormire, per parlarle e ripetere continuamente:
“Ave Maria, piena di Grazia!” Mi sembrava di avere le ali.
Pronunciando le parole dell’Arcangelo a Maria mi sentivo inondare
di gioia! Mi capitava anche, quanto tutti erano ormai stanchi, di prendere
il microfono per la meditazione di un mistero della vita di Gesù
e di Maria. Tanto che, alla fine, fui soprannominato “Il ragazzo
del Rosario”.
Mi sembrava che la Madonna mi dicesse: “Seguimi! Ti parlerò
di me e di mio Figlio”. E così avvenne. Indipendentemente
dal Paese nel quale ci trovavamo (Tschenstochova, Cracovia, Stoccarda,
Colonia, Lisieux, Lourdes, Montserrat, Madrid, Barcellona e Fatima), l’abbiamo
conosciuta sempre più profondamente Lei stessa ci guidava nei luoghi
in cui era apparsa, da Parigi a Fatima.
A Fatima la Madonna aveva chiesto di pregare per la conversione della
Russia. Ha invitato i tre pastorelli, ai quali è apparsa nel 1917,
a pregare fedelmente il Rosario, affinché il mondo intero fosse
consacrato al suo Cuore Immacolato. Ed ecco che in settanta cattolici
e ortodossi giungiamo a Fatima dalla Russia per incontrare la Madre. Abbiamo
percorso sulle ginocchia gli ultimi 500 metri circa prima di arrivare
alla cappella dell’apparizione. Dato che reggevo la bandiera russa,
guidavo il gruppo. L’unica cosa che riuscii a dire in quel momento
fu: “O Madre, siamo qui davanti a Te e ti consacriamo la nostra
Russia”. In quell’istante offrii il mio cuore, la mia vita
alla Madonna, mettendomi completamente a sua disposizione. Dimenticai
tutto il passato ed ebbi l’impressione di ricevere una seconda volta
il battesimo. È diventata la mia Mamma e, per lei, desiderai divenire
prete. Ogni volta che l’incontravo riconoscevo sempre più
chiaramente la mia vocazione. Il viaggio di andata e ritorno da Fatima
è stato per me un continuo richiamo alla conversione.
A Colonia mi attendeva una sorpresa particolare.Un sacerdote cattolico
mi ha dato un’immagine con la preghiera della Signora di tutti i
Popoli. Non avevo mai sentito prima questo titolo della Madonna, ma ero
certo che un giorno lei stessa mi avrebbe fatto capire tutto. Già
allora decisi che sarei stato un agnellino desideroso di guardare solo
lei.
Sono entrato nella Chiesa cattolica per convertirmi, per trovare me stesso,
per crescere nella vita spirituale e per lavorare con i giovani. Malgrado
tutte le grazie di quel pellegrinaggio, sono però ricaduto più
volte, come se non avessi partecipato al pellegrinaggio.
Un giorno, in una recita, mi è stato affidato il ruolo di San Giovanni
Bosco. Dal momento che ho indossato il talare ho riavvertito il richiamo
alla conversione e la stessa gioia provata dall’incontro con la
Madonna. Anche in mezzo alle prove ho sempre potuto dire sinceramente:
“Mia madre è la Vergine Maria. Ella è sempre con me!”.
Adesso c’è una domanda che pongo continuamente: “Maria,
dove abiti?”, che vuole significare: “Madre, dove vuoi avermi?”.
Se ora la Madonna mi consente di intravedere il mistero delle sue apparizioni
ad Amsterdam, è solo affinché un giorno possa servirla meglio.
Dove, me lo farà sapere. “Maria, tu sei la nostra via! Guidaci
a Cristo!”
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