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Incontro internazionale della gioventł: Ilija Astapov, Mosca - Dettagli
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Incontro internazionale della gioventù

La protezione della Madre nelle cattive strade

Testimonianza di
Ilja Astapov di Mosca

7a Giornata internazionale di preghiera ad Amsterdam
6–8 maggio 2005

Ilja (a destra) durante la preghiera di intercessione della gioventù

Non sono stato certamente il primo a porre alla nostra Madre celeste questa domanda, che oggi ancora riecheggia dentro di me: “Mamma, dove abiti?”. O, forse, dovrei chiedere più precisamente: “Mamma, dove mi chiami?”.

La Madonna mi ha risposto invitandomi inaspettatamente ad un pellegrinaggio a santuari mariani dell’Europa Occidentale, con meta principale Fatima, in Portogallo. Soltanto dopo questo pellegrinaggio ho capito da quanti pericoli la Madonna mi ha liberato. Nei momenti più difficili della mia vita ha steso il suo manto su di me; era sempre con me, particolarmente quando non volevo saperne assolutamente di lei.

Ho passato il tempo più difficile della mia vita durante la pubertà. In me c’era la lotta tra il mondo della luce e quello delle tenebre. Mi sentivo diverso da molti altri, sentivo che avrei voluto essere realmente buono. Intendevo trovare me stesso, ma iniziai una “doppia vita”.
Per ore e ore guardavo film cattivi, thriller e film dell’orrore, nei quali c’era sempre una lotta tra il bene e il male. Ho scritto addirittura una specie di diario con tutte le espressioni sull’inferno e su Satana sentite nei film. Già in terza elementare avevo cominciato a fumare e a bere alcolici soft. Cercavo in qualche modo di nascondere quel mio essere diverso.

Fece seguito un periodo di grande solitudine, di abbandono. Volevo dimostrare a tutti la forza che c’era in me. Purtroppo, in quel periodo conobbi soltanto il lato tenebroso del mondo, sul quale, pensavo, Satana aveva tutti i poteri. Ebbi un sogno, nel quale mi vedevo dotato di grandi poteri magici, in grado di portare distruzione, che mi indusse a un passo inconsulto:
scrissi una lettera a Satana, offrendogli la mia anima, come avevo visto in un film. Addirittura firmai la lettera con il mio sangue. La posi sotto il guanciale, pensando ingenuamente di nasconderla agli angeli.

A questo punto, senza che me ne rendessi conto, la Madonna intervenne nella mia vita. Mi sembra che
in quella notte Maria mi abbia protetto da Satana, prendendomi sotto il suo mantello. Non per nulla nella chiesa dove sono stato battezzato si venera un’icona dal nome “La Madonna delle tre mani". Con una mano, Maria tiene il Bambino Gesù, con un’altra indica il proprio cuore, come se volesse dire “Io prego per te”, mentre tende la terza mano soccorritrice al peccatore. Nel mio caso sono sicuro che la Madonna mi abbia teso la sua mano liberatrice, prendendo la mia quand’ero sull’orlo dell’abisso. Per quanto incredibile possa sembrare, da quel momento ho cambiato la mia vita, decidendomi per il bene. Ad esempio, non sopportavo più di vedere litigare i miei fratelli e loro, naturalmente, mi hanno deriso. Cominciai a scrivere delle poesie e ad amare la natura. Dopo il catechismo della domenica – ci andavo volentieri, ma soltanto per qualche ora – la mia ricerca della verità mi condusse al teatro.

Sapendo che mi piaceva recitare, qualcuno m’invitò nel Dom Mariae, una casa caritativa con una cappella per l’adorazione, chiedendomi di assumere il ruolo di Erode. Soltanto oggi capisco che quell’invito non era casuale. La Madonna mi ha chiamato dai suoi figli, poveri fanciulli di genitori alcolizzati, tossicomani. Si trattava del primo passo per dimenticarmi. Mi piaceva molto lavorare coi bambini. Abbiamo fatto del teatro, cantato e ascoltato la catechista. Non ho mai ricevuto realmente delle lezioni di catechismo, ma capivo molto, anzi, era come se lo conoscessi già.

Venne quindi il giorno, nel 2002, di quell’importante pellegrinaggio. Dio mi aveva fatto incontrare dei cattolici, che mi hanno fortemente impressionato. Avevo la sensazione che Colei che mi era stata vicina nei momenti difficili, malgrado che ancora non la conoscevo, mi parlasse di sé attraverso queste persone.
All’inizio del pellegrinaggio ricevemmo dei rosari benedetti a Medjugorje dalla Madonna, che tramite questa preghiera mi è diventata molto familiare.! Sarei stato disposto a pregare giorno e notte questo meraviglioso rosario, senza mangiare né dormire, per parlarle e ripetere continuamente: “Ave Maria, piena di Grazia!” Mi sembrava di avere le ali. Pronunciando le parole dell’Arcangelo a Maria mi sentivo inondare di gioia! Mi capitava anche, quanto tutti erano ormai stanchi, di prendere il microfono per la meditazione di un mistero della vita di Gesù e di Maria. Tanto che, alla fine, fui soprannominato “Il ragazzo del Rosario”.
Mi sembrava che la Madonna mi dicesse: “Seguimi! Ti parlerò di me e di mio Figlio”. E così avvenne. Indipendentemente dal Paese nel quale ci trovavamo (Tschenstochova, Cracovia, Stoccarda, Colonia, Lisieux, Lourdes, Montserrat, Madrid, Barcellona e Fatima), l’abbiamo conosciuta sempre più profondamente Lei stessa ci guidava nei luoghi in cui era apparsa, da Parigi a Fatima.

A Fatima la Madonna aveva chiesto di pregare per la conversione della Russia. Ha invitato i tre pastorelli, ai quali è apparsa nel 1917, a pregare fedelmente il Rosario, affinché il mondo intero fosse consacrato al suo Cuore Immacolato. Ed ecco che in settanta cattolici e ortodossi giungiamo a Fatima dalla Russia per incontrare la Madre. Abbiamo percorso sulle ginocchia gli ultimi 500 metri circa prima di arrivare alla cappella dell’apparizione. Dato che reggevo la bandiera russa, guidavo il gruppo. L’unica cosa che riuscii a dire in quel momento fu: “O Madre, siamo qui davanti a Te e ti consacriamo la nostra Russia”. In quell’istante offrii il mio cuore, la mia vita alla Madonna, mettendomi completamente a sua disposizione. Dimenticai tutto il passato ed ebbi l’impressione di ricevere una seconda volta il battesimo. È diventata la mia Mamma e, per lei, desiderai divenire prete. Ogni volta che l’incontravo riconoscevo sempre più chiaramente la mia vocazione. Il viaggio di andata e ritorno da Fatima è stato per me un continuo richiamo alla conversione.
A Colonia mi attendeva una sorpresa particolare.Un sacerdote cattolico mi ha dato un’immagine con la preghiera della Signora di tutti i Popoli. Non avevo mai sentito prima questo titolo della Madonna, ma ero certo che un giorno lei stessa mi avrebbe fatto capire tutto. Già allora decisi che sarei stato un agnellino desideroso di guardare solo lei.

Sono entrato nella Chiesa cattolica per convertirmi, per trovare me stesso, per crescere nella vita spirituale e per lavorare con i giovani. Malgrado tutte le grazie di quel pellegrinaggio, sono però ricaduto più volte, come se non avessi partecipato al pellegrinaggio.
Un giorno, in una recita, mi è stato affidato il ruolo di San Giovanni Bosco. Dal momento che ho indossato il talare ho riavvertito il richiamo alla conversione e la stessa gioia provata dall’incontro con la Madonna. Anche in mezzo alle prove ho sempre potuto dire sinceramente: “Mia madre è la Vergine Maria. Ella è sempre con me!”.

Adesso c’è una domanda che pongo continuamente: “Maria, dove abiti?”, che vuole significare: “Madre, dove vuoi avermi?”.
Se ora la Madonna mi consente di intravedere il mistero delle sue apparizioni ad Amsterdam, è solo affinché un giorno possa servirla meglio. Dove, me lo farà sapere. “Maria, tu sei la nostra via! Guidaci a Cristo!”

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