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Gera Maria Drent, Olanda - Dettagli
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Due viaggi di missione in Israele per la Signora di tutti i Popoli

Testimonianza di
Gera Maria Drent, dei Paesi Bassi - Israele

7a Giornata internazionale di preghiera ad Amsterdam
6–8 maggio 2005

Alla Prima Giornata Internazionale di Preghiera ha partecipato anche lei, la signora Gera Maria Drent, ed era tra quei più di cento olandesi che hanno ricevuto dal Vescovo Bomers un’immagine benedetta della Signora di tutti i Popoli per farla pellegrinare in Olanda. Tornata a casa, insieme a suo marito, ha preparato anche una cappella, sempre aperta per tutti gli abitanti del paese. Oggi Gera Maria è vedova ed è diventata, anima e corpo, un’apostola della Madre di tutti i Popoli in Terra Santa. A partire da quest’estate, per la maggior parte dell’anno, Gera vivrà in Israele per lavorare lì sul posto per la Signora di tutti i Popoli. Ha già venduto la sua casa e per così dire “ha levato le tende”, perché concepisce come un compito, come la sua missione, tornare in Israele.

Israele, popolo di Dio e patria di Gesù, di Maria e di Giuseppe; Paese in cui hanno operato gli apostoli, i profeti e tanti santi. Israele, “primo amore” di Dio.
Permettetemi una domanda: chi di noi non ricorda il suo primo amore, anche se sono trascorsi molti anni? Non si può dimenticare il primo amore! Lo stesso vale per Dio e per il suo popolo eletto. Perciò leggiamo nel libro del profeta Isaia (cap. 62): “Per amore di Sion non tacerò, per amore di Gerusalemme non mi darò pace, finché non sorga come stella la sua giustizia e la sua salvezza non risplenda come lampada” (Is 62,1). E un altro passo dice: “Si dimentica forse una donna del suo bambino, così da non commuoversi per il figlio delle sue viscere? Anche se queste donne si dimenticassero, io invece non ti dimenticherò mai” (Is 49,15).

L’anno scorso mi sono recata due volte in Israele. Non erano dei viaggi di vacanza, in quanto da tanto tempo mi sentivo spinta a portare la Madre di tutti i Popoli nel paese eletto e amato da Dio, ma senza pace.
Senza conoscere nessuno e senza un preciso programma, nell’estate 2004 (dal 17 luglio all’8 agosto) ho visitato molti conventi e santuari. Sapevo una cosa sola: “Vado per la ‘Vrouwe’ (la Signora). Mi lascerò guidare da lei e dalla preghiera”.
Giorno per giorno, durante la mia permanenza in Terra Santa, mi sono sentita guidata dalla mano della Madre. Come noto, in Israele è pericoloso utilizzare i mezzi pubblici di trasporto a causa degli attentati. Sovente, perciò, mi sono spostata a piedi, fintanto che ho conosciuto un belga che vive con la sua famiglia a Gerusalemme. Egli è rimasto entusiasmato dalla Madre di tutti i Popoli e mi ha premurosamente portato in giro attraverso mezza nazione di Israele.
Così la Signora di tutti i Popoli è giunta non soltanto in molte chiese di Gerusalemme, ma anche a Betlemme, Nazaret, Cafarnao, Haifa, Abbu Gosch, Emmaus, Betania e tanti altri luoghi. Ancora oggi, ripensandoci, sono colma di meraviglia e di gratitudine!
La Madonna ha poi favorito incontri interessanti e intensi con sacerdoti, membri di un ordine e laici. A questo proposito avrei molto da raccontare! Ho parlato anche con tanti giovani di religioni e riti diversi. Molti di loro sono alla ricerca e sono aperti anche alla Madonna. Ho potuto accertarlo spesso con grande gioia, per esempio con un gruppo di donne indù incontrate a Getsemani, come pure parlando con Ebrei, Musulmani, Cristiani protestanti o anglicani. Anche dei giovani soldati ebrei di 18-19 anni hanno espresso il loro interesse per la Madonna, cosa che non mi sarei mai attesa.

Il centro di Gerusalemme è diviso in quattro. Una parte della città vecchia appartiene ai Palestinesi, un’altra agli Ebrei, un’altra agli Armeni e una ai Cristiani. Spesso sono stata avvertita che può essere pericoloso svolgere un’attività missionaria a Gerusalemme. Certo, ciò può essere vero e occorre prudenza. Mi ha però colpito profondamente una cosa: le persone che ho incontrato e con le quali ho approfondito il discorso – Palestinesi, Ebrei, Armeni e Cristiani – desiderano ardentemente la pace! Sono stata impressionata dalla loro disponibilità nei confronti dei messaggi della Signora di tutti i Popoli e della sua preghiera per la pace: “Fa abitare lo Spirito Santo nei cuori di tutti i popoli, affinché siano preservati dalla corruzione, dalle calamità e dalla guerra. ...”.
Ad Amsterdam la Madonna si presenta con il nome di “Signora di tutti i Popoli”, per cui mi ha fatto piacere che la basilica di Getsemani, nell’Orto degli olivi, si chiama “Chiesa di tutte le Nazioni”. All’interno di questa chiesa, edificata là dove Gesù ha sudato sangue, tutto ricorda la sua sofferenza nell’Orto degli olivi. Non vi ho però trovato nessun altare in onore della Madonna, nessuna statua e nemmeno un’immagine di Maria. Mi sono detta: “In questo luogo, nella Chiesa di tutte le nazioni, dovrebbe esserci anche la Madre di tutte le Nazioni e di tutti i Popoli”. Questa chiesa è visitata da pellegrini e turisti di tutti i Paesi del mondo. Si vedono Giapponesi, Italiani, Americani, Greci e di tante altre nazioni, anche Cristiani palestinesi provenienti d’Israele, Ebrei d’Israele e di altri Paesi. Particolarmente qui, in questo luogo tanto internazionale e interconfessionale, ho potuto distribuire il messaggio e l’immagine con la preghiera della Signora di tutti i Popoli in diverse lingue.

Durante le ultime dieci settimane del mio secondo soggiorno in Israele (fino al 7 gennaio di quest’anno), ho potuto vivere, pregare e lavorare in un eremo ai piedi del Getsemani, alle porte di Gerusalemme. Si è trattato per me di un regalo particolare, perché Getsemani è il luogo dove Gesù ha pregato prima della sua cattura e del suo sacrificio. Getsemani è anche il luogo dell’estremo sacrificio di Gesù, formulato nella sua preghiera: “Padre, … non sia fatta la mia, ma la tua volontà” (Lc 22,42). E dov’è Gesù, c’è sempre anche Maria!
Questa presenza si manifesta particolarmente sul Calvario, dove Gesù ha rivolto alla Madonna, affranta ai piedi della croce, le parole: “Donna, ecco il tuo figlio!” (Gv 19,26). In quel momento, accogliendo Giovanni, la Madonna è diventata Madre di ciascuno di noi. Si può dire che qui ha pronunciato il suo secondo “fiat”, “così sia”.

Sono convinta che la Madonna porterà la pace in Terra Santa! È la nostra Madre, e tutti amano la madre. Ho fatto quest’esperienza incontrando dignitari di riti diversi. Il vescovo cattolico, mons. Jean Baptiste Gourion, ebreo di nascita, oggi responsabile per gli Ebrei convertitisi al Cristianesimo, è molto aperto ai messaggi della Signora di tutti i Popoli. Purtroppo non può partecipare a questa Giornata di preghiera, perché gravemente malato. Preghiamo per lui!
Anche il vescovo palestinese di Gerusalemme, mons. Sabbah, si è espresso molto positivamente. Lo stesso si può dire per l’Arcipatriarca Torkom Manoogian II, capo della Chiesa armena, e per il Patriarca Abraham della Chiesa copta. Anch’essi hanno accolto i messaggi e l’immagine con la preghiera della Madre di tutti i Popoli, tradotta e distribuita dai nostri fratelli armeni.

Finalmente si potrà stampare l’immagine con la preghiera anche in lingua ebraica. Lo dobbiamo tra l’altro a P. Jacov Willebrands, olandese, inizialmente Trappista dell’Abbazia di Zundert, che da 45 anni abita in Israele. Padre Jacov è oggi Archimandrita della Chiesa melchita e vive in un eremo della Galilea, sul monte Lavra Netova. Egli ha confrontato il testo originale olandese della preghiera con quello in ebraico, provvedendo alle necessarie correzioni.
Continua così l’opera di divulgazione in tutta la nazione di Israele. Perfino i 15 negozi palestinesi-cristiani di Gerusalemme espongono l’immagine della Signora di tutti i Popoli. E gli uomini cominciano a recitare la sua preghiera per la pace.

Grazie, Signore, per la vocazione della nostra Madre Maria.
Grazie, Signore, che per mezzo della Madre soccorri noi ed Israele, tuo popolo eletto.

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