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Nel corso dei miei sessant’anni di vita
sacerdotale non mi sono mai rifiutato di rispondere con un Si tutte le
volte che venivo sollecitato a fare conoscere Maria, a farla maggiormente
amare. Ed anche oggi, nonostante che i viaggi stanchino e i cambiamenti
logorino a motivo dell’età avanzata e degli acciacchi conseguenti,
sono qui per aggiungere la mia personale espressione di riconoscenza e
di venerazione a quanti sono convenuti in questo luogo santo per un si
nobile e premuroso dovere.
Ad inizio una confidenza come si fa tra amici:
all’indomani delle mie dimissioni per gravi motivi di salute dalla
chiesa di Smirne - l’ultima delle sette dell’Apocalisse ancora
vivente - nel gennaio del 1984, domandai al Santo Padre il consenso per
impegnarmi a favore della definizione dogmatica della mediazione universale
di Maria ricevendone il suo paterno incoraggiamento per questo compito.
Ricco della benedizione del Papa, muovevo subito
con entusiasmo i primi passi. Dopo anni d’impegno e di fatica capivo
sempre meglio: come persona e con la nostra fervida preghiera dobbiamo
venerare, amare e portare sempre di più Maria nei nostri cuori,
affinché sia accolta e capita sempre di più come la nostra
Madre.
Gesù ce la diede per tale dall’alto
della croce dicendo all’apostolo Giovanni, il rappresentante di
tutti gli uomini: “Ecco tua madre”!
Si, è vero! Ma la maternità di Maria non è rimasta
una maternità “passiva”. Il Redentore disse dall’alto
della croce: “Madre, quell’amore, quella sollecitudine che
mi hai prodigato sinora - è venuto il tempo di estenderli a tutti
i miei fratelli, tutti gli uomini, di cui sono il Primogenito: “Donna,
ecco i tuoi figli”! Sotto la croce Maria è diventata veramente
la Signora, la Madre di tutti i Popoli.
S. Paolo diceva: “Compio nella mia carne
quello che manca alla passione di Cristo”. Ma infinitamente di più
di S. Paolo e più di tutti i Santi, la Vergine s’è
unita al Figlio, ha partecipato alla Sua Passione, per la nostra redenzione.
Mi permetto dire: se il Padre glielo avesse concesso, avrebbe persino
preso il posto di Gesù sulla croce, si sarebbe lasciata inchiodare
con Lui sul medesimo patibolo.
A questo punto, consentitemi, più che
ulteriori approfondimenti teologici e dottrinali, di confidarvi la mia
esperienza personale.
Nel lontano 16 luglio 1939, festa della Madonna del Carmelo e giorno della
mia Ordinazione Sacerdotale, mi affidavo particolarmente a Maria, rinnovandoLe
la consacrazione della mia umile persona e la missione pastorale che stavo
per iniziare.
Le dicevo press’a poco queste cose: “Oh , Madre mia, non so
che cosa la vita mi riservi, ma so di avere estremo bisogno della tua
materna assistenza. Resta sempre con me, ti supplico, anzi, prendimi tra
le tue braccia, ed io ti prometto che cercherò sempre di farti
amare, cercherò di lodarti, di benedirti e stendere il tuo culto
perché anche gli altri ti riconoscano e ti seguano come loro madre”!
Nei limiti della mia umiltà e pochezza,
a distanza di più di 60 anni, posso confidarvi d’essereLe
stato fedele, anche quando l’impegno assunto mi costava qualche
sacrificio: come viaggi faticosi, cambiamento di clima e di usanze, preparazione
accurata del servizio pastorale, ecc.
Ma se sapeste … con quanta cura, con quanta generosità; Maria
mi è stata vicina e mi abbia protetto, da quanti pericoli anche
mortali Essa m’abbia liberato.
Ed oggi, ripetendole il mio grazie, Vi invito
ad aver fede nella bontà e nella protezione di Maria SS.ma: solo
un giorno, nella patria beata, ci renderemo conto e valuteremo tutto quello
che Essa ha fatto e fa per ognuno di noi perché non solo non ci
mancassero i mezzi per andare avanti nella vita, ma anche per meritare
la beata eternità.
Sappiamo che l’8 ottobre in piazza S. Pietro,
dinnanzi al simulacro della Vergine di Fatima, il Santo Padre unitamente
ai Vescovi di tutta la Chiesa rinnoveranno la consacrazione del mondo
al suo Cuore immacolato. Quale decisione illuminata del Santo Padre per
l’attuazione della volontà di Maria.
In questo luogo, in Amsterdam, fu espressa la
volontà di Maria circa cinquant’anni fa, e la nostra umile
voce lo ripete: Maria è la Madre, la Signora e Regina di tutti
i Popoli che vuole premurosamente portarci a suo Figlio e nostro Salvatore.
Ebbene, oggi tutti, rivolgiamoci a Lei con rinnovata
fede e fervore: è la nostra Madre perché è la Madre
di Dio, è la Signora e Regina di tutti i Popoli che, ancora una
volta, alle soglie di questo terzo millennio così carico ancora
di dubbi e di imperfezioni, …. intervenga perché il male
venga dissipato e la luce che è Cristo si diffonda sempre più
ovunque.
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