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Conferenza di S.E. Mons. Domenico Caloyera, Turchia - Dettagli
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Testimonianza di S.E. Mons. Domenico Caloyera
Arcivescovo em. della Diocesi di Izmir, Turchia

Quarta Giornata Internazionale di preghiera - Amsterdam
10 - 12 jugno 2000, Solennità della Pentecoste

Nel corso dei miei sessant’anni di vita sacerdotale non mi sono mai rifiutato di rispondere con un Si tutte le volte che venivo sollecitato a fare conoscere Maria, a farla maggiormente amare. Ed anche oggi, nonostante che i viaggi stanchino e i cambiamenti logorino a motivo dell’età avanzata e degli acciacchi conseguenti, sono qui per aggiungere la mia personale espressione di riconoscenza e di venerazione a quanti sono convenuti in questo luogo santo per un si nobile e premuroso dovere.

Ad inizio una confidenza come si fa tra amici:
all’indomani delle mie dimissioni per gravi motivi di salute dalla chiesa di Smirne - l’ultima delle sette dell’Apocalisse ancora vivente - nel gennaio del 1984, domandai al Santo Padre il consenso per impegnarmi a favore della definizione dogmatica della mediazione universale di Maria ricevendone il suo paterno incoraggiamento per questo compito.

Ricco della benedizione del Papa, muovevo subito con entusiasmo i primi passi. Dopo anni d’impegno e di fatica capivo sempre meglio: come persona e con la nostra fervida preghiera dobbiamo venerare, amare e portare sempre di più Maria nei nostri cuori, affinché sia accolta e capita sempre di più come la nostra Madre.

Gesù ce la diede per tale dall’alto della croce dicendo all’apostolo Giovanni, il rappresentante di tutti gli uomini: “Ecco tua madre”!
Si, è vero! Ma la maternità di Maria non è rimasta una maternità “passiva”. Il Redentore disse dall’alto della croce: “Madre, quell’amore, quella sollecitudine che mi hai prodigato sinora - è venuto il tempo di estenderli a tutti i miei fratelli, tutti gli uomini, di cui sono il Primogenito: “Donna, ecco i tuoi figli”! Sotto la croce Maria è diventata veramente la Signora, la Madre di tutti i Popoli.

S. Paolo diceva: “Compio nella mia carne quello che manca alla passione di Cristo”. Ma infinitamente di più di S. Paolo e più di tutti i Santi, la Vergine s’è unita al Figlio, ha partecipato alla Sua Passione, per la nostra redenzione. Mi permetto dire: se il Padre glielo avesse concesso, avrebbe persino preso il posto di Gesù sulla croce, si sarebbe lasciata inchiodare con Lui sul medesimo patibolo.

A questo punto, consentitemi, più che ulteriori approfondimenti teologici e dottrinali, di confidarvi la mia esperienza personale.
Nel lontano 16 luglio 1939, festa della Madonna del Carmelo e giorno della mia Ordinazione Sacerdotale, mi affidavo particolarmente a Maria, rinnovandoLe la consacrazione della mia umile persona e la missione pastorale che stavo per iniziare.
Le dicevo press’a poco queste cose: “Oh , Madre mia, non so che cosa la vita mi riservi, ma so di avere estremo bisogno della tua materna assistenza. Resta sempre con me, ti supplico, anzi, prendimi tra le tue braccia, ed io ti prometto che cercherò sempre di farti amare, cercherò di lodarti, di benedirti e stendere il tuo culto perché anche gli altri ti riconoscano e ti seguano come loro madre”!

Nei limiti della mia umiltà e pochezza, a distanza di più di 60 anni, posso confidarvi d’essereLe stato fedele, anche quando l’impegno assunto mi costava qualche sacrificio: come viaggi faticosi, cambiamento di clima e di usanze, preparazione accurata del servizio pastorale, ecc.
Ma se sapeste … con quanta cura, con quanta generosità; Maria mi è stata vicina e mi abbia protetto, da quanti pericoli anche mortali Essa m’abbia liberato.

Ed oggi, ripetendole il mio grazie, Vi invito ad aver fede nella bontà e nella protezione di Maria SS.ma: solo un giorno, nella patria beata, ci renderemo conto e valuteremo tutto quello che Essa ha fatto e fa per ognuno di noi perché non solo non ci mancassero i mezzi per andare avanti nella vita, ma anche per meritare la beata eternità.

Sappiamo che l’8 ottobre in piazza S. Pietro, dinnanzi al simulacro della Vergine di Fatima, il Santo Padre unitamente ai Vescovi di tutta la Chiesa rinnoveranno la consacrazione del mondo al suo Cuore immacolato. Quale decisione illuminata del Santo Padre per l’attuazione della volontà di Maria.

In questo luogo, in Amsterdam, fu espressa la volontà di Maria circa cinquant’anni fa, e la nostra umile voce lo ripete: Maria è la Madre, la Signora e Regina di tutti i Popoli che vuole premurosamente portarci a suo Figlio e nostro Salvatore.

Ebbene, oggi tutti, rivolgiamoci a Lei con rinnovata fede e fervore: è la nostra Madre perché è la Madre di Dio, è la Signora e Regina di tutti i Popoli che, ancora una volta, alle soglie di questo terzo millennio così carico ancora di dubbi e di imperfezioni, …. intervenga perché il male venga dissipato e la luce che è Cristo si diffonda sempre più ovunque.

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